CAP. 7
 

MAMMIFERI, MAMMELLE E ... IPPOPOTAMI.

 

7.1 Ognuno secondo la sua specie,

Segretario: Dopo essere partiti dai primi due versetti del 'sesto giorno' di Genesi - che parlavano della  creazione di bestiame, rettili e altre bestie selvatiche - abbiamo finito per divagare discutendo sui materialisti evoluzionisti, sul prolungamento cerebrale del loro occhio e sull'occhio dei metafisici tomisti.
Non è stata tuttavia inutile questa digressione perché è servita a farci comprendere meglio le varie opinioni.
Eravamo dunque rimasti al punto in cui ci domandavamo se la comparsa degli animali terrestri fosse avvenuta alla fine del quinto giorno o invece nella sesta operazione creativa.
Sentiamo allora cosa dice F. Crombette ...1

Fernand Crombette: Arriviamo così alla sesta generazione; in ebraico (Gen I, 24-25):

i

i

i

i

i

i

i

Segretario: ... Pregherei il sig. F. Crombette - anche oggi come ieri - di non continuare a mostrarci come ha appena fatto su quella lavagna luminosa le diapositive con tutti i vari passaggi dalle parole ebraiche, con la loro scomposizione in monosillabi radicali copti e relativa traduzione finale in latino e italiano, ma di andare direttamente al testo coordinato della decrittazione che egli ne ha ricavato.
Gli studiosi che vorranno approfondire la sua metodologia  potranno farlo attraverso lo studio della sua Opera integrale ed in particolare di quella sulla Genesi2.

F.C.: Questo testo, coordinato, diviene:3 Ehélohidjm disse: "Oltre alle prime, Io farò in modo che l'argilla moltiplichi le numerose specie di ciò che ha le mammelle, allo stesso tempo nell'acqua e sulla terra, quelli che possono nuotare nei corsi dei fiumi e nel mare, atti a montare; quelli che sono simili ai gatti; quelli che ruminano il loro cibo molte volte; quelli che abitano nelle foreste; la moltitudine di quelli che sulla superficie della terra sono atti a montare".  Ciò fu fatto molto convenientemente.  Pertanto, oltre alle prime, Ehélohidjm disse numerose parole creatrici e fece le specie che sono nelle acque e sulla terra, atte a montare, sia quelle la cui figura è simile a quella dei gatti, atte a montare, sia quelle che fanno rigurgitare molte volte il loro cibo, e quelle che sono numerose nelle valli dei fiumi e nel grande mare, atte a moltiplicare i loro rampolli.  Ehélohidjm osservò saggiamente che queste cose erano convenienti.

Questa traduzione ci sbarazza degli animali domestici, alquanto puerili, e degli inopportuni rettili.  Essa riporta la creazione della sesta generazione a tutte le specie di mammiferi ed è così d'accordo con la geologia...

Segretario: Bene, ma - riflettendoci sopra - penso che quel testo proiettato prima da F. Crombette sulla sua lavagna luminosa possa essere utile ai numerosi studiosi e persone del pubblico che sono oggi presenti ma non lo erano nel corso delle due sessioni precedenti.
Con riferimento a quanto già spiegato all'inizio in 'Una questione preliminare' vorrei fare qui qualche ulteriore considerazione sul metodo seguito da F. Crombette.
Se voi esaminate con attenzione il testo visibile su quella  lavagna, vi accorgerete facilmente che Crombette mostra il testo originale ebraico riferito ai versetti in questione, testo che va letto - se ne siete capaci - partendo da destra verso sinistra.
Successivamente - in quella sorta di tavola 'paradigmatica che egli ci mostra - egli scompone ogni parola ebraica nelle radici monosillabiche copte originarie da cui essa é composta, quindi egli traduce il copto in latino (utilizzando  un vocabolario copto-latino) e per terminare traduce il latino in francese riprodotto poi nella sua versione in italiano.
A prima vista - leggendo le singole traduzioni in italiano nell'ordine in cui sono elencate - esse non paiono fornirci alcun senso evidente del testo complessivo, come non sembrano del resto avere a prima vista senso evidente - per chi non sia un esperto - i simboli di un comune Rebus.
Crombette - decrittati i valori copti dei singoli monosillabi - ne  collega invece i significati fra di loro dando ad essi un senso coordinato.
Sarà a quel punto agevole constatare da un lato che F. Crombette ne ricava effettivamente un testo logico e che dall'altro lato sarebbe oggettivamente difficile per voi ricavare un testo coordinato differente ma che sia in certo qual modo coerente con la sostanza  sottintesa dal testo biblico ufficiale.
Vi ho già detto  e appena ricordato che questo studioso - scientificamente eclettico, geniale e grande specialista in lingue antiche -  aveva scoperto che le parole dell'antico ebraico del testo di Genesi, la cui stesura è attribuita a Mosé, erano costituite da radici monosillabiche copte.
Il copto e l'ebraico erano peraltro lingue molto simili, derivate da una matrice comune come lo sono ad esempio italiano, francese e spagnolo rispetto alla lingua latina.
Il copto antico era la lingua parlata dal popolo egiziano ed era quindi anche la lingua 'madre' parlata da Mosé - nato, allevato ed istruito in Egitto -  nella quale egli aveva verosimilmente scritto il testo primitivo di Genesi nei quaranta anni di attesa nel deserto, testo verosimilmente 'tradotto' in lingua ebraica solo successivamente...
Gli egiziani, pur parlando il copto, utilizzavano però per la scrittura ufficiale i geroglifici, un sistema piuttosto complesso ed ancor oggi di difficile comprensione.
L'utilizzazione della scrittura geroglifica e la sua corretta interpretazione da parte degli stessi egizi richiedeva molti anni di studio da parte degli scribi e delle classi elevate, come quelle reali e sacerdotali.
Crombette aveva però scoperto che i singoli segni dei geroglifici - lungi dall'essere un alfabeto - erano in realtà dei simboli che esprimevamo concetti ed azioni che potevano essere interpretati utilizzando la tecnica dei Rebus. 4
Nella conclusione della sessione conferenziale di ieri Rodolphe Hertsens5 ha magistralmente spiegato la natura del lavoro di decrittazione di Crombette, studioso e mistico.
Il suo metodo non consiste in una traduzione dall'ebraico, poiché egli non avrebbe avuto alcun bisogno del copto per fare ciò, ma non è neanche una traduzione dalla lingua copta, perché egli traduce solamente i monosillabi copti, cioè le radici copte che sono interne alle parole ebraiche
Egli - come abbiamo già visto e come vedremo ancora in seguito - collega fra di loro i significati delle varie radici copte delle parole ebraiche di Genesi in un testo coordinato che rappresenta una sorta di 'commentario', una sorta di parafrasi-parabiblica, vale a dire lo sviluppo esplicativo di un testo o la sua traduzione amplificata.
Si tratta di un commentario libero, perché non obbedisce alle regole di una grammatica, e trattandosi di una parafrasi non può pretendere - dal punto di vista teologico - di avere alcuna autorità, sfuggendo così alle condizioni poste dal Magistero della Chiesa per le traduzioni ufficiali della Bibbia destinate alle preghiere, alla liturgia o alla catechesi.
Sul piano della esegesi e della traduzione non gli si può dunque opporre - aveva precisato Hertsens - il fatto che il testo 'letterale' è differente.
Il senso primo della Genesi è conservato da Crombette ma viene anche largamente superato e chiarito.
Alla obbiezione che questo fatto, questa sfumatura terminologica (e cioé la lettura per 'parafrasi'), potrebbe portare a squalificare il valore dell'Opera di Crombette, la risposta di Hertsens é che essa al contrario gli restituisce tutto il suo vero peso perché il suo valore si misura dall'interesse della sua lettura e dalla sagacità del suo autore...
Indipendentemente dalla straordinarietà sorprendente del suo metodo di decrittazione, Crombette - nel corso della prima e seconda sessione di questa Conferenza - ci ha fornito un aiuto essenziale, una straordinaria 'chiave di interpretazione' della Genesi, per farci comprendere come possano essersi svolti nel lontano passato gli avvenimenti legati alla creazione dell'Universo e della Terra.
Aiutati infatti dalle sue 'decrittazioni' - sempre accompagnate e supportate dalle sue analisi scientifiche, nonché dagli interventi degli altri numerosi congressisti - e infine instradati dalla 'Luce', dalla 'Voce', oltre che naturalmente dal nostro Presidente Azaria, siamo poco alla volta arrivati a prendere in considerazione una ragionevole ipotesi su come possa essere in realtà avvenuta la Creazione dell'Universo e della Terra.
Ritengo pertanto, dopo questa ulteriore puntualizzazione, che si possa procedere nel nostro dibattito  continuando il discorso sulla apparizione di animali non solo nel quinto giorno ma anche all'inizio del sesto 'giorno' come si evince dal testo ufficiale della Genesi e più in particolare dalla decrittazione di F. Crombette che ha tuttavia chiarito essersi trattato nel sesto giorno di animali mammiferi.

 

 7.2 Un evoluzionista... enciclopedico.

Termier: Tra gli esempi di apparizione brusca e di rapida espansione di tutto un insieme di esseri, ciò che più impressiona è la comparsa dei mammiferi placentari all'inizio dell'Eocène, per la quale i paleontologi hanno creato la parola significativa di esplosione.  Questi mammiferi non si mostrano al Cretaceo; non sono annunciati da nessuna forma di passaggio; essi appaiono, in gran numero e quasi simultaneamente, in tre regioni separate da vasti spazi: gli Stati Uniti, la Patagonia, la Francia; e già sono differenziati in ordini perfettamente distinti, e vi si riconoscono degli ungulati, dei carnivori, dei primati...  I documenti geologici del Cretaceo superiore non ci mancano: nessuno ci permette di prevedere l'esplosione che sopraggiungerà6.

F.Crombette: Mosè sa che anteriormente i mammiferi avevano avuto dei rappresentanti poco importanti, giacché ci dice che questi ultimi sono venuti oltre ai primi.  Egli non cita tutti gli ordini di mammiferi; ne indica tre principali: i carnivori (i felini, simili a dei gatti), i ruminanti (che rimuovono molte volte il loro nutrimento, come il bue), i primati (quelli che abitano le foreste), giacché i Ouechadje può trascriversi: Oueh-Schau-Schê = Inniti-Ramus-Silva = Appoggiato su - Ramo - Foresta = Quelli che si appoggiano sui rami della foresta (le scimmie, che si arrampicano sugli alberi, i pipistrelli). 
Mosè sà anche che ci sono dei mammiferi nei fiumi, come i rinoceronti e l'ippopotamo; non ignora che ce ne sono nel mare, come i cetacei e i pinnipedi, anche se gli han fatto dire che aveva confuso la balena con un grosso pesce. 
Tutti gli altri, egli li comprende sotto una forma più generale: la moltitudine di quelli che, sulla superficie della terra, sono potenti per accoppiarsi. 
E Mosè ripete che, per formare i mammiferi, Dio disse numerose parole creatrici, il che mostra chiaramente che Dio non li fece tutti in una volta, ma successivamente, per tutta la durata della sesta generazione.

Così adesso siamo un po' meglio informati sulla Creazione e sull'origine delle specie rispetto alle ipotesi degli scienziati e alle deformazioni dei traduttori, che non hanno saputo rispettare neanche il Nome divino poiché l'hanno letto i Elohim in luogo di Ehèlohidjm, trascurando i = Hè, e i = Dj
Ora, tutto conta in questo nome, e allora il copto ce ne rivela un senso ben caratteristico:

i

i

i

i

Ehi

Lo

Hi

Djem

Vita

Proficisci

Germinare

Invenire

Vita

Provenire

Germinare

Causare

Quello da cui proviene la vita, che causa la germinazione.
 
Sotto questo nome, Dio appare dunque come il promotore della vita e della riproduzione: è il Creatore. 
Ecco l'origine della vita; non ve ne sono altre.

Segretario: Bene, capisco allora finalmente la ragione di questa ulteriore creazione di animali da parte di Dio nel sesto giorno. Non si tratta - come avevo pensato in un primo tempo - di una 'licenza' dello scriba di Genesi che aveva proceduto ad una ripetizione in qualche modo riepilogativa e più dettagliata della creazione animale già avvenuta nel quinto giorno ma di una specifica ulteriore creazione, un vero e proprio gradino in più - nella scala creativa animale - costituita dai mammiferi, la classe più 'evoluta' della quale fa parte anche l'uomo.
La classe dei mammiferi meritava evidentemente una creazione tutta speciale da parte... di Dio.

Bastian Contrario: Gli evoluzionisti mi avevano abituato all'idea di essere un 'mammifero' associato ai primati ed in particolare ad una scimmia, ma non avrei mai pensato di poter in qualche modo essere ora associato ... all'ippopotamo, mammelle a parte.

Mimì: Gli amici mi chiamano 'L'Enciclopedico'..., perché loro dicono che so tutto a menadito. allora vorrei aiutarla...
I 'mammiferi' sono una classe di animali vertebrati e a sangue caldo, caratterizzati da pelle munita di peli e di numerose ghiandole. Questa classe comprende tutti gli esseri umani e tutti gli altri organismi che nutrono la propria prole con il latte.
I mammiferi sono dotati del sistema nervoso più sviluppato di tutto il regno animale.
La maggior parte di essi ha due paia di arti, solitamente zampe; in alcuni casi, tuttavia, un paio di arti é ridotto a residui vestigiali...
Fra i mammiferi - oltre agli elefanti, alle giraffe e a tanti altri - c'è anche il pipistrello e il marsupiale..., insomma il canguro. Il canguro ha grandi orecchie mobili, torace esile, posteriore massiccio, 'braccia' anteriori corte e zampe posteriori lunghe...
Insomma, per capirci, lei è proprio un mammifero!

Bastian Contrario: Calma...!
Torace esile..., posteriore massiccio..., i miei arti sarebbero zampe e le mie due braccia sarebbero per di più dei residui vestigiali?
Non è forse che anche lei, Mimì - da buon 'enciclopedico' - veda le cose con un occhio un pochino da 'evoluzionista', come quei due scienziati di quell'articolo di giornale che ritenevano che l'occhio di quel verme marino fosse il prolungamento esterno del loro cervello?


1 F.Crombette: 'La rivelazione della Rivelazione' - Tomo I - pagg. 198 e seguenti - vedi sito Ceshe-Italia http://digilander.libero.it/crombette, n° 42.351

2 F. Crombette: 'La rivelazione della Rivelazione' - Per la straordinaria tecnica di decrittazione dei monosillabi copti all'interno dell'ebraico antico, scoperta ed utilizzata da F. Crombette, vedere chiarimenti nel sito internet Ceshe-Italia: http://www.digilander.libero.it/crombette, tomo I, codice 42.351 (Il metodo) pag. 19/36 e seguenti -
Vedere inoltre le riflessioni dell'autore G. Landolina in "La 'Genesi biblica' fra scienza e fede", Vol. II, Capp. 14/15/16 (Dibattito teologico') ed il Cap. 24 (Una ulteriore riflessione finale sul valore e sulla attendibilità dell'Opera di Fernand Crombette) - vedi pure l'opera suddetta nel sito internet dell'autore www.ilcatecumeno.net

3 F. Crombette: opera come sopra, pag. 198 e seguenti

4 G.Landolina: 'La Genesi biblica fra scienza e fede' - Vol. I - Cap. 2 - Ed. Segno 2005 - vedi anche sito internet autore http://www.ilcatecumeno.net

5 G.Landolina: 'La Genesi biblica tra scienza e fede' - Vol. II. Per una trattazione più approfondita di questo aspetto vedi Cap. 24 ed il dibattito teologico dei Capp. 14,15,16. Vedi anche l'opera nel sito internet dell'autore: www.ilcatecumeno.net

6 - Termier - Les grandes énigmes de la Terre; Flammarion, Paris, 1935, p. 33, 34.