CAP. 12

TERZO GIORNO
(7)

NON VI E' LIMITE ALLA POTENZA CREATIVA DI DIO... E QUESTO ESSERE, CHE NON SA DI SUO CREARE UN ESILE,
UN SOLO ED ESILE MA INNOCENTE STELO DI FIENO, NEGA A DIO L'ATTRIBUTO DI CREATORE...,

E RIPETE LA FRASE DEL RIBELLE: 'COME TU, IO SONO'!

 

12.1 Riprendiamo il discorso sulla evoluzione...

Segretario: Riflettendo su tutto quanto abbiamo fino ad ora ascoltato, viene proprio da dirsi - a mio avviso - che non c'é mistero nella creazione della vita da parte di Dio..., se solo si voglia ammettere un Dio!
Sì, non vi è proprio limite alla potenza creativa di Dio!
Ricordo quel Salmo che loda la sua potenza: 'I cieli, Signore, esaltano i tuoi prodigi e la tua fedeltà nel consesso dei santi. Poiché chi è pari al Signore nei cieli? Chi è pari al Signore tra i figli di Dio? Tremendo è Dio nel concilio dei santi, grande e terribile su quanti l'attorniano. Signore, Dio delle schiere, chi è come te? Potente sei tu, e la tua fedeltà ti riveste...'1

 Azaria:2
Sarebbe infatti giusto che la Terra tutta cantasse con voce di giubilo lodi al Signore. Ma se - con le facoltà a loro concesse - lo fanno i minori della Terra, perché é cantare le lodi al Dio Creatore anche semplicemente eseguire ciò per cui si fu creati - il re della Terra, l'uomo-re nelle creature animali, padrone e sfruttatore  dei regni animale, vegetale, acquoreo, minerale, non lo sa fare.
Non coll'ordine, non con l'amore.
L'ordine per la natura animale che lo equipara, lasciandogli il primo posto nella scala dei viventi sulla Terra, a tutte le specie create con materia.
L'amore per la natura spirituale di cui Dio l'ha dotato per renderlo a Lui somigliante, questo anello di congiunzione fra la materialità dei bruti e la spiritualità degli angeli, questo essere al quale Dio ha riservato una vita immortale, non potendo perire nel nulla  ciò che è particella di Dio3, e per il quale Egli ha creato un Regno di eterna beatitudine.
L'uomo viola l'ordine, ogni ordine. Perciò viola anche l'amore. Perché il disordine è odio, portando ad opere di nocumento ai fratelli e di trascuranza a Dio. Chi nuoce ai fratelli, usando dei regni di cui l'uomo è re e sfruttatore per nuocere, chi nuoce ai fratelli, usando dell'intelligenza superiore di cui è dotato per nuocere, chi, credendosi un piccolo dio di un tempo breve, in quel tempo non sa dare a Dio ossequio e obbedienza, mostra di contravvenire all'ordine e perciò di essere un disordinato nell'ordine, mostra di odiare i suoi simili e di odiare Dio, nuocendo ai primi, offendendo Dio in mille maniere.
La Liturgia ricorda questo dovere dell'uomo, essere vivente sulla Terra, di amare e lodare il Signore, prima fra le forme di reverenziale amore al Degno di ogni lode, prudente atto che, richiamando all'intelletto il pensiero di Dio, trattiene tutto l'essere dal fare opere quali solo i senza fede possono fare.
Ma troppo pochi raccolgono il consiglio, l'invito liturgico, e la Terra manca di troppe voci umane nel coro del creato al suo Creatore. Le voci più belle dell'immmenso coro sono scarse perché troppi uomini si dimenticano che essi sono perché Dio li mantiene.
Al tempo del salmista erano ancora riconosciute a Dio le opere del Creato. Adesso l'Uomo nega anche queste.
E questo essere, che non sa di suo creare un esile, un solo ed esile ma innocente e utile stelo di fieno, nega a Dio l'attributo di Creatore, sovente mette al posto di Dio il Luminoso, la pesante e oscura Materia, e ripetendo la frase maledetta: 'Come Tu, io sono', la frase del Ribelle, sa essere creatore di morte e dolore, prendendo dalle cose create da Dio, e che 'erano buone', gli elementi per creare ciò che 'non è buono', ciò che è tormento e disamore.

Luce:4
Riprendiamo il discorso sulla evoluzione...
Dio creò l'uomo. Ma prima dell'uomo - essere perfetto perchè termine della scala evolutiva e nello stesso tempo essere 'spirituale' (e bada bene che parlo di scala evolutiva, non di 'evoluzione') - Dio dovette creare l'universo, con le sue galassie, le sue stelle, il suo sistema solare e, in questo, il pianeta Terra.
In sostanza Dio creò la 'casa'. Poi però dovette creare l'ambiente, quello che voi chiamate 'Habitat'. Perchè l'uomo, quando sarebbe arrivato il suo tempo, potesse sopravvivere e avesse a sua disposizione tutte le meraviglie del creato che vi circondano, del mondo vegetale e di quello animale, 'animale' perchè senza anima, senz'anima spirituale perchè quella 'animale', cioè il principio vitale, tutti gli animali ce l'hanno.
Dio creò i 'princìpi', cioè precostituì le condizioni perchè sorgesse la vita, prima vegetale e poi animale.
Poi aspettò - ma per Dio il termine 'aspettare' non ha senso perchè Egli è al di fuori del tempo perchè è Eterno Presente - che si creassero le condizioni ideali, nel pianeta Terra, per cui l'uomo potesse sopravvivere senza rischi per la sua continuità di specie.
Infine quando tutto fu pronto - il mondo vegetale creato in tutte le sue varietà e lo stesso dicasi per quello animale -  Dio creò l'uomo.
Cosa vuol dire 'creare'? Creare è un termine umano che, come tutte le cose umane, cerca di definire un concetto più grande della mente dell'uomo che in realtà non sarà mai, dico mai, capace di intendere e concepire la creazione per quello che veramente essa è stata ed è.
Creare, per spiegarci 'umanamente', può significare sia lasciare che il mondo chimico e minerale - mi esprimo umanamente - si 'combinino', secondo le 'leggi' da me create, per dare origine a forme di vita per precostituire i 'mattoni' di base alla vita vera e propria: vegetale ed animale, sia 'creare' - con un esplicito atto di volontà finalizzato a 'quella' creazione specifica - una determinata cosa.
E ciò fu quello che Dio fece, dopo averne creato i presupposti per la sopravvivenza, creando le specie vegetali ed animali e infine l'uomo.
Scala evolutiva,come dicevo all'inizio, è cosa diversa dall'evoluzione. La 'scala' implica i 'gradini', cioè dei 'salti' da uno stato cosiddetto inferiore ad uno superiore. Lo vedi nel creato in genere, con il 'salto' fra mondo minerale, vegetale ed animale. Lo vedi in ogni singolo 'mondo' dove al suo interno vedi una scala evolutiva dove ogni gradino è la 'base' del successivo, più su, più su, fino all'animale-animale, cioè dotato di anima 'animale': cioè 'principio vitale', e poi all'uomo, animale anch'esso ma dotato di anima 'spirituale' che ne fa non un uomo con lo spirito, come voi dite, ma uno spirito in carne d'uomo: ciò quando lo spirito è 'vivo' perchè in Grazia, chè altrimenti solo animali siete, questa volta sì animali, anzi peggio, perchè decaduti.
Quindi, torno a ripetere, chi esulta quando crede di aver trovato - egli povero uomo-animale - una 'prova' per cui l'uomo è frutto di evoluzione e non di creazione, in realtà esulta perchè crede implicitamente di aver dimostrato che non è stato 'creato', meglio: che non è figlio di Dio. E in effetti è figlio di Satana.
La teoria dell'evoluzione o, meglio, il cosiddetto evoluzionismo, è una 'teoria'. Ma gli uomini spesso si innamorano delle teorie che altro - sovente - non sono che elaborazioni concettuali a sostegno di una loro idea.
Nel nostro caso, nella misura in cui l'uomo non creda in Dio - o meglio non creda neppure nella capacità creativa di Dio - nella misura in cui l'uomo non creda, non voglia credere nella capacità di Dio di crearsi dei 'figli', perchè quest'uomo in realtà nel suo intimo non ne sente il bisogno, non vuole sentirsi figlio di Dio, allora l'uomo deve razionalmente trovarsi una spiegazione che almeno sorregga le esigenze del suo razionalismo. E allora, negata la capacità creativa di Dio, teorizza l'autogenesi: prima dell'universo, poi della vita vegetale ed animale, infine l'evoluzionismo in genere per arrivare all'uomo attraverso la 'scimmia', il suo più prossimo 'parente'.
Ma uomo e scimmia sono due esseri diversi, così come diversi sono altri esseri animali, pur creati. Ma, tant'è, questo basta per giustificare l'invenzione dell'evoluzione dalla scimmia all'uomo, perchè i conti allora tornano, anche quando non potrebbero tornare. E anche questo è un altro esempio di superbia. Il problema non è infatti  di spiegare la discendenza dell'uomo chè, se si volesse, si potrebbe al limite ammettere una discendenza 'divina' persino nell'uomo-animale ove Dio ad un certo punto lo avesse voluto. Il vero problema è che negando l'origine divina, creativa, dell'uomo si vuole negare la paternità di Dio inoculando nel 'sangue' della mente superba il virus del dubbio, virus che può esplodere nella Negazione.
E allora è inutile discutere con costoro. Quando li incontri lascia perdere, scuoti la polvere dalle scarpe, dai calzari, come facevo Io, e riprendi la tua strada: quella di Dio.
Questa sì che è evoluzione: quella che porta l'uomo-animale, quello corrotto dal Peccato d'origine e da quelli di ora, a divenire uomo-spirituale, cioè figlio di Dio.
    

 

12.2 L'uomo deve tornare ad essere dominatore dei suoi tre stati: quello spirituale, quello morale, quello animale, cioé della carne.

Ricordo che la 'Voce' che parlava a Maria Valtorta5 le aveva detto una volta che l'uomo della Genesi era stato creato 're' con potere di dominio su tutte le creature ma ciò sottintendeva anche il fatto che - grazie ai doni soprannaturali che gli erano stati elargiti da Dio - egli avrebbe dovuto essere 're' anche di se stesso e della sua parte inferiore, cioè della propria 'carne'.
                                                                 
 Luce:6
Dio fece l'uomo dominatore su tutto quanto era sulla Terra, l'uomo, questo smemorato: smemorato dalla malattia provocata dal Peccato Originale.
Già ti dissi che l'uomo è una unità psico-somatica, per usare un termine che vi piace e che voi utilizzate per indicare in realtà che l'uomo è carne fatta anche di psiche e che Io intendo per dire invece che l'uomo è psiche, Psiche, cioè anima, non fatta ma rivestita di carne.
L'uomo, dicevamo, è una unità psicosomatica. E quando il corpo viene danneggiato ne può essere danneggiata, a seconda dei casi, la psiche. Ma per la stessa legge, inversa, quando viene danneggiata la psiche  ne viene danneggiato anche il corpo.
Ed il Peccato di origine - ti dissi - quale virus terribile danneggiò la Psiche, cioè l'anima, privandola della Grazia e,  subito dopo, il corpo - dopo la psiche - ne venne compromesso.
Seguimi nel ragionamento, vieni con Me.
E' un po' quello che succede nelle vostre malattie, in certi vostri incidenti umani. Danneggiate ad esempio il cervello (che è uno 'strumento' della Psiche, dell'Anima - ricordalo sempre -  e non un 'produttore' di psiche), danneggiate dunque lo strumento e perdete la memoria di voi stessi, di chi siete, dell'identità vostra, da dove venite, dove andate.
Tu, nei tuoi affetti, hai toccato con mano questa tragica esperienza.
Ma poi il medico vi aiuta, vi rieduca, vi insegna a riacquistare la memoria di voi stessi, vi 'riabilita' il corpo e con esso la mente.
Dunque - dicevo - il medico vi riabilita...
Ma quale è il Medico perfetto se non il Padre vostro?
Ed Io all'uomo malato - contagiato nella Psiche dal virus estesosi, sempre per contagio, al corpo in forza dell'unità psicosomatica, poichè ti ho già spiegato che la Psiche, ripeto: l'Anima, permea ogni atomo del corpo - ho dato la 'medicina'.
Ho fatto innanzitutto sentire la voce dei Profeti miei per fare nuovamente sapere all'uomo, caduto e imbarbarito, la sua figliolanza.
L'evoluzione, ti dissi, fu 'discendente'. Ciò rientra nel mio 'ordine' che non ama 'rotture' istantanee. La Creazione non fu 'istantanea', anche perchè per me il 'tempo' non esiste.
L'evoluzione 'ascendente' dell'universo fu 'ordinata', cioè 'progressiva', 'graduale'. E così l'involuzione dell'uomo, che è anch'essa una forma negativa di evoluzione.
Adamo ed Eva (ed i loro discendenti) persero subito la Grazia, per la disobbedienza, e con la Grazia le sue virtù, ma - a parte Caino - non erano ancora capaci di fare veramente il Male, non si erano ancora perfezionati nel Male.
 La loro Psiche, cioè la loro Anima, era stata 'danneggiata' e il virus, come spesso  succede in tante vostre malattie, prima 'incubò', poi si estese gradatamente, sempre di più, compromettendo sempre di più l'anima ed il corpo.
Per questo i primi uomini, come leggi nella Bibbia, vissero così a lungo.
E' verità, non favola.  E la ragione è quella che ti ho spiegato. Le funzioni corporee decaddero progressivamente, col tempo. La Morte arrivò, ma ritardata nel tempo rispetto ad ora.  Ma mano a mano che il male contagioso si estendeva, mano a mano che il primo uomo ed i successivi si specializzavano nel Male, si specializzavano spiritualmente, cioè psichicamente, intellettualmente, anche il corpo decadeva e la vita si accorciava, il corpo si indeboliva e le malattie di conseguenza aumentavano.
Non selezione della specie, la robustezza dei primi uomini: chè voi tutto interpretate in termini di 'specie', cioè di animalità, ed in termini di 'selezione', cioè di evoluzione naturale, considerandovi voi per primi degli animali mentre vi dite padroni dell'universo.
Poi ho inviato il Figlio, lui stesso 'Medicina', che si è dato a voi in carne, sangue e Spirito per riscattare non la salute del vostro corpo ma quella dell'Anima affinchè in Grazia (quella che deriva dalla applicazione pratica, dico pratica, della sua dottrina) essa potesse - con la ferita 'cicatrizzata': cioè con i 'fomiti' rimasti e fonte di pulsioni - sperare, grazie alla buona volontà, di tornare al Cielo, da Me.
Ma per tornare a Me, l'uomo attuale, come il Primo, deve tornare ad essere dominatore dei suoi tre stati: quello spirituale, quello morale, quello animale, cioè della carne.
Come l'uomo malato e poi 'riabilitato' non sempre recupera la piena efficienza originaria se danneggiato gravemente (come voi foste dal Peccato d'Origine), così voi ora non potete ottenere, neanche con la Grazia, il pieno recupero.
E allora dovete 'dominare', nel senso che allora dovete 'conquistare' quel dominio che una volta vi fu dato gratuito, dovete conquistarlo con la vostra fatica: con la buona volontà, che è fatica.
E sempre conquista imperfetta sarà ma -  perchè frutto di sforzo, di buona volontà - sarà più gradita a Me di quella di Adamo che nessuna fatica fece, che anzi rinunciò alla buona volontà, per cui mentre lui ebbe il privilegio, calpestato, di essere figlio di Dio, voi avrete il privilegio, conquistato, di essere figli miei, ma nella Gloria, quella che non avrebbe avuto Adamo avendo ricevuto in dono gratuito, quella che invece meritano i veri figli miei che si conquistano il Padre ed il suo Regno con il martirio di sè stessi, con il martirio del proprio 'io'.
Ma non ti preoccupare. Non ti preoccupi il 'martirio'. Non ti chiedo di fare l'eroe, chè troppo sarebbe.
Ti chiedo solo di 'martirizzarti', questo lo chiedo a tutti, quel tanto che basta nei limiti molto limitati della vostra buona volontà. Voi, malati siete, e Io -  buon Padre - mi accontento di questo in attesa di guarirvi del tutto quando -  stanchi di una vita ma con la retta coscienza di aver fatto tutto il possibile, il 'vostro' possibile -  vi presenterete a Me per il Giudizio: non giudizio di Giudice per voi ma abbraccio del Padre che vi è padre, del Figlio che vi è fratello, dell'Amore che vi ama.             
        

 

12.3 Ma ritornando al discorso delle specie vegetali di questo terzo giorno creativo...
                                              
Vi è molto da riflettere sulla spiegazione dei motivi  della evoluzione 'discendente' dell'uomo fornita dalla 'Luce'.
Non sarei mai stato capace di immaginare una cosa del genere...
E' una spiegazione da capogiro. E pensare che io - senza sapere di sostenere una 'teoria' evoluzionista - non so come, mi ero indotto a pensare che con la scienza e la medicina saremmo tutti diventati progressivamente sempre più belli e fisicamente perfetti, insomma dei 'superuomini'.

Luce:
Se quindi l’uomo non è derivato da un altro animale, cade l’ipotesi che esso sia il frutto di un’anima ‘insufflata’ in un ominide, perché questo, anima a parte, lo renderebbe un uomo carnalmente evoluto da un ominide.
Quindi l’uomo non rappresenta altro che uno dei tanti gradini della scala evolutiva.
Scala e non evoluzione, dove ogni gradino è staccato dall’altro con una ‘soluzione’ di continuità:

non salita progressiva ...

i
ma scala di gradini progressivi...

i

dove ogni gradino è un elemento distaccato da quello precedente ed è sempre più alto.
Ma quanto vale per l’uomo, creato già perfetto carnalmente e spiritualmente come specie umana, vale anche per il resto della creazione ‘viva’.
Ogni specie vegetale fu creata per quello che è, con le sue caratteristiche soggette a qualche mutazione per adattarsi meglio ad ogni specifico ambiente ma immutata nella sua sostanza originaria.
Lo stesso dicasi per ogni specie animale.
Infinita la fantasia e la capacità creativa di Dio, infinita perché Dio ‘amava’ ed effondeva il suo Amore nel creare perfettamente: ogni creatura perfetta nel suo genere, secondo la sua ‘missione’ nell’ambiente e secondo il tempo in cui questa creatura doveva vivere.
Per le piante da seme, l’Ordine voleva che la pianta nascesse da un seme che, ricoperto di terra dai venti e dalle circostanze ambientali, si trasformava in germoglio e quindi in erba o pianta vera e propria destinata a riprodursi.
Per la vita animale, l’Ordine voleva che – poiché la vita non può nascere che da una vita – l’animale dovesse nascere da un elemento animale vitale, già creato perfetto in quanto tale al fine di potersi poi riprodurre.
Se l’uomo non deriva da una ‘scimmia’ perché non vi fu evoluzione, la sua creazione – come quella di tanti altri animali – non potè che essere ‘perfetta’.
Non vi è differenza di ‘creazione’ fra il seme vegetale e quello animale, se non per il fatto che il primo ha bisogno della ‘madre terra’ per svilupparsi mentre il secondo – come nel caso dei mammiferi – di una ‘madre naturale’ che, seme con sangue, ne permetta lo sviluppo, la nascita, le cure fino all’età in cui la creatura sia in condizione di provvedere autonomamente a se stessa.
Non vi è limite  alla potenza creativa di Dio!
Il ‘limite’ è solo nella vostra natura, corrotta dal Peccato originale e dalle sue conseguenze, che vi rende incapaci di comprendere Dio e l’Immensità della sua Essenza.
Siete limitati e ponete dunque limiti persino a Dio, parendovi impossibile che Egli sia più ‘illimitato’ di quanto voi non siate limitati.
E’ l’eterno problema dell’uomo che – anche senza rendersene ben conto – vuole sentirsi come Dio ma, sapendo inconsciamente di non poterlo essere, abbassa Dio al suo livello per poter dire: ‘Io come Dio’, anzi… ‘Dio come come Me!’.


1 La Sacra Bibbia: Salmo 89 (88), 6-9

2 M.V.: ''Libro di Azaria' - Cap. 12, pag. 103 - Dettato del 12.5.1946 - Centro Ed. Valtortiano Vedi anche dell'autore 'Alla ricerca del Paradiso Perduto' - Cap. 31 - Edizioni Segno 1997, oppure www.ilcatecumeno.net

3 Non nel senso panteistico, ma nel senso - esatto - di 'partecipazione di Dio'

4 Dell'autore: 'Alla ricerca del Paradiso perduto', Cap. 32, Ed. Segno 1997, oppure anche www.ilcatecumeno.net

5 M.V.: 'Lezioni sull'epistola di Paolo ai Romani' - Dettato 21/28.5.1948 - Centro Editoriale Valtortiano di Isola del Liri

6 Dell'autore: 'Alla ricerca del Paradiso perduto' - Cap. 66 - Ed. Segno, 1997 - oppure: www.ilcatecumeno.net