I SEI GIORNI DELLA CREAZIONE…
(LA GENESI BIBLICA IN SEI ‘LEZIONI’)

(Sesto giorno)


di Guido Landolina

6.1 La creazione dell'uomo dalla polvere della terra. Racconto infantile o piuttosto una profonda verità scientifica? L'argilla colloidale.

Nel capitolo precedente avevamo preso in esame gli avvenimenti del quinto giorno creativo della Genesi biblica, vale a dire la quinta fase della Creazione.
Avevamo in particolare messo a fuoco le due possibili diverse metodologie seguite da Dio nel creare prima il mondo vegetale e successivamente quello animale.
Avevamo concluso che nel caso della vegetazione Dio dovette creare prima i semi che in seguito divennero piante, mentre per gli animali creò per ciascuna specie delle 'coppie', maschio e femmina.
Rimandiamo ora, in nota, ad alcuni versetti del testo concernente il sesto giorno della Genesi. 1
Leggendoli con attenzione possiamo osservare che - in ordine cronologico-narrativo - Dio procede ad una ulteriore creazione di animali, quindi crea l'uomo formandolo dalla polvere della terra, ispirandogli un soffio vitale e facendolo ad immagine e somiglianza di Dio. Per ultima  crea la donna.
Quel che tuttavia colpisce nella creazione dell'uomo è quel suo essere stato formato dalla 'terra'.
Atei e agnostici si sono sbizzarriti da secoli ironizzando su questo fatto, 'letto' come il racconto - ad uso e consumo di popoli creduloni e infantili - di un 'dio' che - dopo aver plasmato un pupazzo di creta - gli avrebbe soffiato con il suo respiro nelle narici l'alito della vita facendolo diventare un essere animato in carne ed ossa, dotato di pensiero ed intelligenza: ecco dunque la mitologia!
Noi ci accingeremo ora a dare una diversa lettura del brano di Genesi, scavando sotto la superficie ed andando in profondità.
Cosa significa innanzitutto il fatto che l'uomo fu tratto dalla 'polvere della  terra'?
Significa semplicemente intenderne il significato in maniera allegorico-metaforica2.
Si tratta infatti di una 'immagine' per significare un concetto semplice che però adombra una precisa realtà scientifica. Per fango e terra si devono intendere le sostanze minerali che vi sono contenute e - a ben vedere - dalle quali è costituito non solo l'uomo ma l'intera creazione animale e vegetale. Quindi, così come Dio trasse il mondo dal caos, ordinandolo secondo le leggi pensate dal suo Pensiero, con altrettanta facilità Dio 'pensò' l'uomo, lo volle e lo fece dal nulla, traendolo dagli elementi della materia che vennero sublimamente ordinati e dotati di una 'forma' perchè servissero allo scopo di fare un 'Figlio di Dio'.
Ecco cosa dice lo studioso F. Crombette3 sul versetto 7 della Genesi, da lui 'reinterpretato' secondo il suo metodo di decrittazione e 'parafrasi' delle radici monosillabiche copte delle antiche parole ebraiche, di cui abbiamo già parlato nei precedenti capitoli:

«... Poi, nel versetto 7 del capitolo II, Mosè, che da questo capitolo ritorna in dettaglio su ciò che concerne particolarmente Adamo, indica in quale maniera egli fu creato.  In ebraico:

i

Coordiniamo questo testo:

'Parlando saggiamente, Djehoouôh-Ehélohidjm ha fatto unire strettamente con una bella forma sostanziale argilla coagulata, proveniente dalla triturazione nell'acqua di sorgente di terra grassa convenientemente divisa; Egli emise verso questa forma una parola che l'animò vigorosamente; le impose le mani sopra e le diede per nome: "Proveniente da una forma con terra grassa" (Hahôdôm = Adamo). Egli fece respirare l'uomo, che ebbe la vita'.

Eccoci informati sulla creazione di Adamo.
Lo chiamò, non "terra rossa", non "il rosso", come si dice comunemente, benchè Adamo abbia potuto benissimo avere i capelli di un biondo veneziano, come quelli che la tradizione attribuisce a N. S. Gesù Cristo, suo modello, ma secondo la sua origine: "Proveniente da una forma con della terra grassa". E Mosè, sempre scientificamente così ben informato, ci dice come fu ottenuta quest'argilla colloidale: con la triturazione nell'acqua di sorgente di terra grassa convenientemente divisa... 
 ... Così ritorniamo alla questione della possibilità della formazione del corpo di Adamo a partire dall'argilla colloidale, convenientemente divisa e triturata nell'acqua...

^^^^

Può avervi stupito sentire F. Crombette parlare di Adamo come 'modello' di Gesù Cristo, ma a questo proposito Padre Jean Marie  de la Croix è più chiaro e scrive:4

«...Il destino dell'uomo é conforme al destino di Cristo. In forza della sua predestinazione in Cristo, l'uomo è divenuto partecipe anche del Suo destino di morte, risurrezione e gloria alla destra del Padre. Per comprendere l'uomo é necessario comprendere Cristo. Dio, infatti non ha progettato la 'natura umana' per noi, ma per Gesù, il quale pertanto è il prototipo, il modello o, come dice San Paolo, 'il Primogenito di molti fratelli'.5 Tutti gli altri uomini sono stati pensati e voluti (ossia sono stati 'predestinati') come 'copie viventi di Gesù'...».

Se però vi avesse stupito di più l'idea che l'uomo fosse stato fatto di acqua e di 'argilla colloidale', e vi domandaste cosa sia mai questa, vi risponderò con quanto scritto da Boutaric6 in merito ai colloidi liquidi:
«...I tessuti degli esseri viventi, sia nel regno animale che vegetale, sono quasi interamente formati da colloidi liquidi o coagulati... 
È, in effetti, per la loro plasticità, la loro flessibilità e la loro facilità di evoluzione - che contrastano singolarmente con la rigidità, la fragilità e la permanenza dei cristalloidi - che le materie colloidali... appaiono come particolarmente adattate al compimento delle funzioni vitali...».
 E Vialleton ha aggiunto7:

«L'organizzazione protoplasmica è la più generale. É quella della materia vivente che consiste in questo miscuglio di colloidi diversi riuniti essi stessi in un corpo avente le proprietà dei colloidi e che si chiama protoplasma...».

Ora, voi tutti sapete che il corpo umano è composto da un'infinità di cellule... , ebbene a questo riguardo il famoso biologo evoluzionista dell'Ottocento Thomas Henry Huxley8 ha precisato:
«La cellula [prima della sua differenziazione] si presenta come una massa più o meno ovoidale, di una sostanza detta protoplasma, incolore, viscosa, più densa e più rifrangente dell'acqua. All'interno di questa massa... si trova, sempre verso il centro, un corpuscolo di forma grossolanamente ovoidale fatto di un protoplasma particolare, più spesso di quello che lo circonda, è il nucleo. Il protoplasma non si saprebbe definirlo se non per la sua attitudine a vivere.  É la sostanza capace di vita, la "base fisica della vita"...».

Da quanto precede si evince che il corpo dell'uomo è dunque composto da cellule protoplasmatiche, costituite da argille colloidali e che più in particolare esso è composto da un settantacinque per cento di acqua e per il rimanente da altre sostanze minerali.
Gli elementi minerali che costituiscono la materia vennero dunque utilizzati da Dio come dei 'mattoni' per costruire la 'casa' che Egli aveva immaginato atta a contenere lo spirito dell'uomo.
Certo - in un'epoca come la nostra in cui da decenni si sente dire che 'Dio è morto' - non si può non rimanere sorpresi da quanto precede, abituati poi come siamo sin dall'età scolare a sentirci negare la verità della Creazione ed insegnare dalla dominante cultura materialista che il mondo è sorto dal nulla ma da sé e che l'uomo è derivato da una cellula vivente primordiale nata anch'essa dal nulla e da sé e che da sè si sarebbe poi evoluta in animali sempre più complessi dei quali l'uomo sarebbe solo l'ultimo, in attesa che questo in qualche decina di migliaia di anni si evolva a sua volta in un altro animale differente ma ancora più complesso. Questa è infatti la teoria evoluzionista del 'Progresso' della specie: una 'teoria' che non ci lascerebbe neanche la soddisfazione di rimanere 'uomini'.

6.2 L'uomo non è il risultato di una evoluzione ascendentale, ma il doloroso risultato di una evoluzione discendentale...

Come però faccio sempre nei momenti in cui serve veramente aiuto, lascio qui la parola alla penna della mistica Maria Valtorta che lo Spirito Santo - da lei chiamato  il suo 'Dolce Ospite' - così nel 1948 ci istruiva sulla Creazione dicendole (i grassetti sono sempre i miei):9

«...Non ci fu autogenesi, non ci fu evoluzione; ma ci fu la Creazione voluta dal Creatore. La ragione, di cui siete tanto orgogliosi, dovrebbe farvi persuasi che dal nulla non si forma la cosa iniziale, e dalla cosa unica ed iniziale non può venire il tutto.
Solo Dio può ordinare il caos e popolarlo delle innumeri creature che formano il Creato. E questo potentissimo Creatore non ha avuto limitazioni nel suo creare, che fu molteplice, né nel creare creature già perfette, ognuna secondo il fine per il quale è stata creata.
 É stolto pensare che Dio abbia creato, volendo darsi un Creato, cose informi, attendendo di essere da esse glorificato quando le singole creature, e tutte le creature, avessero raggiunto, con successive evoluzioni, la perfezione della loro natura perché fossero atte al fine naturale o soprannaturale per il quale sono state create.
E se questa verità é sicura per le creature inferiori, con un fine naturale e limitato nel tempo, ancor più è certa per l'uomo, creato per un fine soprannaturale e con destino immortale di gloria celeste.
Può pensarsi un Paradiso le cui legioni di Santi, alleluianti intorno al trono di Dio, siano il prodotto ultimo di una evoluzione di belve?
L'uomo attuale non è il risultato di una evoluzione ascendentale, ma il doloroso risultato di una evoluzione discendentale, in quanto la colpa di Adamo ha per sempre leso la perfezione fisico-morale-spirituale dell'uomo originale.
Tanto l'ha lesa che neppure la Passione di Gesù Cristo, pur restituendo la Vita della Grazia a tutti i battezzati, può annullare i residui della Colpa, le cicatrici della gran ferita, ossia quei fomiti che sono la rovina di coloro che non amano o poco amano Dio, e il tormento dei giusti, che vorrebbero non avere neppure il pensiero più fugace attirato dalle voci dei fomiti e che lottano per tutta la vita l'eroica battaglia pur di rimanere fedeli al Signore.
L'uomo non è il risultato di un'evoluzione, così come il creato non è il prodotto di un'autogenesi.
Per avere un'evoluzione occorre avere sempre una prima sorgente creativa. E pensare di avere avuto dalla autogenesi di una sola cellula le infinite specie, è un assurdo impossibile.
Per vivere, la cellula ha bisogno di un terreno vitale in cui siano gli elementi che permettono e mantengono la vita.
 Se la cellula si autoformò dal nulla, dove trovò gli elementi per formarsi, vivere e riprodursi?
Se essa non era ancora quando iniziò ad essere, come trovò gli elementi vitali: aria, luce, calore, acqua?
Ciò che non è ancora, non può creare.
E come allora essa, la cellula, trovò al suo formarsi i quattro elementi?
E chi le dette, quale sorgente, il germe 'vita'?
E quando, per ipotesi, questo inesistente avesse potuto formarsi dal nulla, come, dalla sua unica unità e specie, avrebbero potuto venire tante specie diverse quanto sono quelle che si trovano nel Creato sensibile?
Astri e pianeti, zolle, rocce, minerali, le svariate numerosissime qualità del regno vegetale, le ancor più diverse e numerose specie e famiglie del regno animale, dai vertebrati agli invertebrati, dai mammiferi agli ovipari, dai quadrupedi ai quadrumani, dagli anfibi e rettili ai pesci, dai carnivori feroci ai miti ovini, da quelli armati e rivestiti di dure armi di offesa e difesa agli insetti che un nulla basta a distruggere, dai giganteschi abitatori delle vergini foreste, all'assalto dei quali non resistono che colossi pari loro, a tutta la classe degli artropodi sino ai protozoi e bacilli; tutti venuti da una unica cellula?
Tutto da una spontanea generazione?
Se così fosse la cellula sarebbe più grande dell'Infinito.
Perché l'Infinito, il Senza Misura, in ogni suo attributo, operò per sei giorni, sei epoche, a fare il Creato sensibile, suddividendo il lavoro creativo in sei ordini di creazioni ascendenti, evolventi, questo sì, verso una perfezione sempre maggiore?
Non già perché Egli imparasse sempre più a creare, ma per l'ordine che regola tutte le sue divine operazioni. Il quale ordine sarebbe stato violato - e si sarebbe così reso impossibile il sopravvivere dell'ultima creatura creata: l'uomo - se questi fosse stato fatto per primo, e prima che fosse stata creata la Terra in tutte le sue parti, e resa abitabile per l'ordine messo nelle sue acque e nei suoi continenti, e resa confortevole per la creazione del firmamento; fatta luminosa, bella, feconda, dal benefico sole, dalla lucente luna, dalle stelle innumerevoli; fatta dimora, dispensa, giardino all'uomo per tutte le creature vegetali e animali di cui è coperta e popolata...».

6.3 Ad immagine e somiglianza di Dio...

Mi auguro che - dopo una attenta meditazione del 'Dettato' ricevuto dalla mistica - si possa considerare chiarita la questione dell'uomo non solo creato dal fango, ma anche dal nulla.
Padre Jean Marie de la Croix ci aveva prima chiarito in cosa consista il concetto dell'uomo fatto ad immagine di Dio, o meglio ad immagine del Dio-Verbo-Gesù, cioè l'uomo inteso come suo 'modello', come suo 'prototipo', come una sua 'copia vivente'.
Rimane ora da definire il problema rappresentato dalla sua somiglianza con Dio.
Al riguardo Padre Jean Marie de la Croix ha scritto ancora:10

«...L’atto di amore che ha spinto la Trinità a creare, dona alla creatura una certa somiglianza con Lei.
Essendo infatti la Trinità la somma e la sorgente di tutte le perfezioni, qualunque cosa Ella voglia creare non può essere che una imitazione, al di fuori di Sé, delle sue perfezioni, come l’esistenza, la sapienza, l’amore.
Ma creando me, gli angeli e questo mondo in cui viviamo, la Trinità ha voluto fare di più: Ella ci ha voluti non solo come imitazioni di alcune Sue perfezioni essenziali, ma come imitazione dello stesso Figlio incarnato, nel quale «il Padre pone ogni sua compiacenza».
Nel creare il mondo, il primo pensiero di Dio è stato Gesù, il suo unico Figlio fatto uomo; e solo in Lui, Dio e uomo, lo ha progettato e realizzato.
Proprio come un artista che prima ha in mente l’opera d’arte e poi la realizza all’esterno.
Perciò Gesù, il figlio di Dio incarnato, è veramente il prototipo di ogni cosa creata, il «Primogenito di tutta la creazione» (Colossesi 1,15) e come tale è - nella mente eterna di Dio - preesistente alla creazione stessa del mondo, degli angeli e degli uomini, che saranno tutti creati in Lui e ad imitazione di Lui (cfr. Colossesi 1,16).

Sul tema della immagine e somiglianza - che fa inorridire certi critici che accusano il Cristianesimo di infantile antropomorfismo - anche qui ci viene in aiuto la mistica Valtorta, dove questa volta a parlarle non è il suo 'Dolce Ospite', lo Spirito Santo, ma il suo Gesù:11

«...L'ignoranza diffusissima fra i credenti dà idee errate sulla immagine con Dio.
Non immagine fisica. Dio-Spirito non ha volto, non ha statura, non ha struttura. Ma l'uomo ha l'immagine che per l'uomo Dio Creatore ha ideato.
Non aveva certo bisogno il Potente e l'Infinito di ottenere l'uomo da una evoluzione secolare di quadrumani. Il quadrumane fu quadrumane dal momento che fu creato e fece i primi lazzi sugli alberi del terrestre paradiso.
L'uomo fu uomo dal momento che Dio lo creò dal fango e, cosa non fatta per nessun altro creato, gli alitò lo spirito in volto.12
La somiglianza con Dio è in questo spirito eterno, incorporeo, soprannaturale, che avete in voi.
E' in questo spirito, atomo dell'Infinito Spirito, che rinchiuso in angusta e precaria carcere attende e anela di ricongiungersi alla sua Sorgente e condividere con Essa libertà, gioia, pace, luce, amore, eternità.
L'immagine persiste anche là dove non è più somiglianza. Poiché l'uomo rimane fisicamente tale agli occhi degli uomini anche se agli occhi di Dio e dei soprannaturali abitatori dei Cieli e di pochi eletti della terra appare con il suo nuovo aspetto di demone.
Col suo vero aspetto da quando la colpa mortale lo priva della somiglianza con Dio, non avendo in lui più vita lo spirito.
L'uomo senza la Grazia, che la colpa leva, non é più che il sepolcro dove si putrefà lo spirito morto.
Ecco perché alla risurrezione della carne gli umani, pur avendo tutti una comune immagine fisica, saranno dissomigliantissimi fra di loro, di aspetto semidivino i beati, di aspetto demoniaco i dannati. Allora trasparirà all'esterno il mistero delle coscienze. Terribile cognizione!
L'uomo tanto più si rende somigliante a Dio quanto più vive nella Grazia e accresce questa, di per sé già infinita, coi meriti del suo vivere santo.
Occorre sforzarsi a raggiungere la perfezione della somiglianza.
Non la raggiungerete mai perché non può la creatura essere simile al Creatore; ma vi avvicinerete, per quanto vi è concesso, a questa sovrannaturale Bellezza.
Io l'ho detto: 'Siate perfetti come il Padre mio'. Non vi ho messo limite di perfezione. Più voi vi sforzerete a raggiungere questa perfezione e più i diaframmi dell'umano cadranno come muro assalito da forze vittoriose, e diminuiranno le distanze, e crescerà la vista, e aumenterà la capacità di intendere, comprendere, vedere, conoscere Dio.
Ma occorre tendere ad essa con tutte le vostre forze, con tutte le vostre generosità. Senza 'voltarsi indietro' a guardare ciò che si lascia. Senza fermarsi mai. Senza stancarsi.
Il premio giustifica l'eroismo, perché il premio è tuffarsi nel godimento dell'Amore, avere perciò Dio come lo avrete in Cielo...».

Pare dunque di capire che la somiglianza sia quello dello spirito mentre l'immagine sia quella fisica di Gesù.
E' un concetto difficile che va tuttavia ben meditato. Dio-Padre, in quanto purissimo Spirito, non può avere 'forma' ed 'immagine' fisica ma Egli - prima della creazione, nell'immaginare da fuori della dimensione spazio-temporale, il futuro uomo e preconoscendo nella sua Onniscenza che questi avrebbe sbagliato - 'pensò' l'immagine fisica che il Verbo avrebbe voluto assumere quando, nella Storia, si fosse incarnato per salvarci.
Non dovette evidentemente pensarlo come l'attuale uomo, imperfetto nello spirito e nel corpo, e neanche come l'uomo relativamente perfetto delle Origini, ma piuttosto come il vero 'superuomo', il vero 'Figlio di Dio' quale sarà l'uomo salvato quando apparirà al momento della resurrezione finale dei morti con il corpo glorificato: corpo simile a quello dell'Uomo-Dio risorto, il Primogenito dei 'figli di Dio', Gesù, il quale é poi asceso con il suo Corpo glorioso al Cielo dove oggi regna appunto in anima... corpo, sangue e divinità. 13

6.4 Una costola difficile da 'digerire'.

Il nostro racconto sul sesto giorno della Creazione si potrebbe considerare terminato, ma non vi ho ancora parlato della creazione di Eva, tratta da una costola di Adamo.
A suo riguardo i versetti di Genesi dicono infatti:14

2, 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 2,22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 2,23 Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». 2,24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 2, 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Ricordiamo un principio basilare della interpretazione esegetica dei testi sacri: il testo deve essere innanzitutto esaminato nel suo significato letterale, e solo quando questo risulti palesemente incongruo sarà allora conveniente provare a cercarne una possibile interpretazione allegorica.
Dio addormenta dunque l'uomo, gli toglie una costola, rimargina  il buco della ferita richiudendovi sopra la carne, e partendo da questa costola vi 'costruisce' intorno la 'donna' Eva e ... la conduce all'uomo Adamo.
Bene, anche se non avete la pretesa di essere esperti esegeti, avrete benissimo capito che l'interpretazione letterale pone dei problemi.
Qui non mettiamo in discussione la potenza o la 'fantasia' creativa di Dio ma ragioniamo sulla logica e sul reale significato di quanto l'Autore sacro di Genesi ha voluto farci intendere.
Qualsiasi medico sa come, sia l'uomo quanto la donna, abbiano entrambi dodici costole. A  che scopo creare Adamo con 13 costole iniziali, e poi togliergliene una lasciandolo con dodici, per fare la donna?
Non vi sembra invece più logico pensare che questo testo di Genesi possa nascondere una qualche allegoria o simbolismo che ora dovremo cercare di provare a comprendere?
Riepilogando, abbiamo saputo che Dio dal nulla aveva creato il mondo vegetale e che gli animali erano già anch'essi usciti dalle mani del Divino Demiurgo formati dal nulla ognuno secondo la propria specie.
Abbiamo anche saputo che nel momento in cui Dio pensò' Adamo, anche  questi uscì già 'formato' dalle sue 'mani' perché non c'era ragione, per l'immensa Potenza di Dio, di fare discendere l'uomo da schiere e schiere di quadrumani.
Sappiamo anche che l'Albero della Conoscenza del bene e del Male, cioé l'albero del Peccato originale, pur essendo materialmente un albero reale, aveva assunto in realtà il valore di un albero dal significato metaforico. I Primi Due avevano infatti avuto in dono la Natura del Creato, che Dio aveva loro consegnato facendone i re, una vita lunghissima priva di malattie e dolori, persino il 'colloquio' giornaliero con Dio, infine la promessa di una vita eterna nel futuro Paradiso celeste.
L'unico divieto dato da Dio a loro, che avevano già avuto tutto, era stato quello di 'appetire' al frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male, conoscenza importante ma sempre pericolosa per l'uomo che per i suoi limiti intrinseci non sa farne buon uso.
Tale divieto aveva lo scopo di mettere alla prova la loro fedeltà e il loro amore verso Dio affinché - grazie all'Ubbidienza che è Amore - essi mostrassero di essere degni di almeno meritare quanto avevano gratuitamente ricevuto.
Ritornando però con il nostro ragionamento al problema della 'costola', se la realtà creativa della Potenza infinita di Dio nel formare dal nulla, come dal nulla fu formato Adamo, supera ogni immaginazione,  la immaginazione di vedere realmente Eva 'formata' a partire da una costola tolta ad Adamo supera a mio avviso la realtà di Dio fino al punto di trasformarlo in un Demiurgo limitato.
A mio personale avviso, infatti, Dio Creatore non aveva alcun bisogno - dopo aver creato tutto dal nulla con un solo Fiat del suo Pensiero - di procedere in modo siffatto e 'tortuoso' per la formazione di Eva.
Eva dovette uscire già 'formata' dalla Mente di Dio così come - prima - ne era già uscito Adamo.
'Costola' tratta da Adamo potrebbe dunque stare a significare che la donna (destinata, quale  'angelo del focolare famigliare', alla missione procreatrice dei propri figli in quanto potenzialmente destinati a divenire i futuri 'figli di Dio') é allegoricamente 'carne della carne' dell'uomo' in senso spirituale e morale.
Ciò ad indicare l'assoluta omogeneità fra uomo e donna, la fusione intellettuale, di spirito, di intenti che l'avrebbe unita all'uomo e che avrebbe indotto l'uomo, come dice Genesi, a lasciare la propria famiglia per farsene una propria unendosi alla donna.

Bene, credo di avere terminato il compito che mi ero ripromesso.
Avendovi parlato di Eva, mi sarebbe piaciuto parlarvi anche della sua psicologia, dell'Albero della Vita e di quello della Conoscenza del Bene e del Male, della sottigliezza della tentazione e della vera natura del Peccato originale, nonché dell'errore commesso da Satana che, provocando quel Peccato convinto di fare il Male, si è fatto inconsapevolmente strumento del Bene, e infine delle conseguenze di quel Peccato che come un virus ha intaccato l'integrità psico-fisica della discendenza.
Tuttavia non posso, perché mi ero proposto ed 'imposto' di parlarvi qui dei sei giorni della Creazione... in soli sei capitoli.
Essendo l'Opera della Creazione terminata nel sesto giorno, deduco che le suddette situazioni riguardino l'inizio del settimo, che è però il giorno in cui Dio, metaforicamente, si 'riposò', così come ora - dopo i 'miei' sei giorni creativi, e fuor di metafora - mi riposo anch'io. 15


1 La Sacra Bibbia - Ed. Paoline, 1968: 1,24 e Dio disse:«Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: animali domestici, rettili e fiere della terra, secondo la loro specie». E così fu. 1,25 Così Iddio fece le fiere della terra secondo la loro specie, gli animali domestici secondo la loro specie, e tutti i rettili della terra secondo la loro specie. E Dio vide che ciò era buono. 1,26 Poi Iddio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e su tutti i rettili che strisciano sopra la terra». 1,27 Iddio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; lo creò maschio e femmina. 1,28 E Dio li benedisse e disse loro:«Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatolo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra». 1,29 Iddio disse ancora:«Ecco, io vi do ogni pianta che fa seme su tutta la superficie della terra, e ogni albero fruttifero che fa seme: questi vi serviranno per cibo. 1,30 E a tutti gli animali della terra e a tutti gli uccelli del cielo e a tutto ciò che sulla terra si muove e ha in sé anima vivente, io do l'erba verde per cibo». e così fu. 1,31 E Iddio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco che era molto buono. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. 2,1 Furono così compiuti il cielo e la terra con tutto il loro ornamento. 2,2 Iddio concluse al settimo giorno l'opera sua, e in quel giorno cessò da ogni opera da Lui fatta, 2,3 e benedisse quel giorno e lo santificò, perché in esso aveva cessato da tutta la sua attività creatrice. 2,4 Queste sono le origini del cielo e della terra, quando furono creati. Al tempo in cui Iddio fece la terra e il cielo, non vi era ancora alcun arbusto del campo sopra la terra 2,5 e ancora non aveva germinato nessuna erba nel prato, perché il Signore Iddio non aveva ancora fatto piovere sulla terra, né vi era l'uomo per coltivare il suolo, 2,6   per far salire dalla terra l'acqua dai canali e irrigare tutta la superficie. 2,7  Allora il Signore Iddio formò l'uomo dalla polvere della terra e alitò nelle sue radici un soffio vitale, e l'uomo divenne un essere vivente.

2 G.Landolina: 'Alla ricerca del Paradiso perduto' - Cap. 20 - Ed. Segno - vedi anche sito internet dell'autore: http://www.ilcatecumeno.net

3 F.  Crombette; 'La rivelazione della rivelazione' - Tomo I - n° 42.351 - Pagg. 221 e segg. - vedi anche http://digilander.libero.it/crombette

4 Padre J.M. de la Croix, sacerdote, teologo: 'Il Credo' - Vol. III, pag. 79 e segg. - Edizioni Mimep-Docete, Pessano, 1994

5 Lettera ai Romani, 8,29

6 'Les colloïdes et leurs applications', 1943, p. 73, 95, 121, 11-d°-.

7 - Vialleton - L'origine des êtres vivants'; Plon, Paris, 1930, p. 41.

8 - Rostand - 'De la mouche à l'homme'; Ed. La Boëtie, Bruxelles, 1945, p. 7, 8, 9.

9 Maria Valtorta: 'Lezioni sull'Epistola di Paolo ai Romani', pagg. 127/131 - Dettato 21/28 .5.48 , Ai Romani c.VII v. 14-25 - Centro Editoriale Valtortiano

10 Jean-Marie de la Croix: teologo, autore di varie opere. Vedi ‘Il Credo’ Vol. 1°, pagg. 207/209 - Ed. Mimep-Docete

11 Maria Valtorta: 'I Quaderni del 1944' - Dettato 14.7.44 - Pagg. 508,509 - Centro Editoriale Valtortiano - Isola del Liri (FR) - Italia

12 Gn 2,7

13 Sul tema complesso della 'immagine e somiglianza' dell'uomo con Dio, vedi dell'autore la più ampia trattazione nel terzo volume de 'La Genesi biblica fra scienza e fede', Ed. Segno 2006 - Capp. 8,10,11,12 - Vedi l'opera liberamente scaricabile anche dal sito internet dell'autore ( 'ALLA RICERCA DEL PARADISO PERDUTO') digitando http://www.ilcatecumeno.net

14 Gn, 2,21-25 : La Sacra Bibbia, Edizione ufficiale della Cei, 1985

15 Le tematiche del sesto giorno della Genesi, con la creazione di Adamo ed Eva, dell'anima, del Peccato originale, etc. sono trattate con compiutezza nell'opera dell'autore 'La Genesi biblica fra scienza e fede' - Vol. III, Ed. Segno 2006 - L'opera è leggibile e liberamente scaricabile anche dal sito internet dell'autore 'ALLA RICERCA DEL PARADISO PERDUTO' digitando http://www.ilcatecumeno.net