CAP. 19

LA SORTE FINALE DELLA 'NOSTRA' ANIMA

 

19.1 L'anima e la resurrezione dei corpi.

Segretario: Dopo quanto abbiamo ascoltato si impone qualche ulteriore riflessione che ci tocca molto da vicino.
Chi é che non si é mai domandato - ammesso che l'anima esista veramente - cosa le succede quando il suo corpo muore?
E la resurrezione dei corpi alla fine del mondo?
Possibile mai che un 'corpo' - ormai disintegrato - possa miracolosamente 'risorgere' aggregando i suoi atomi originari intorno alla 'forma' della propria anima come se essa nella propria 'memoria' se li 'ricordasse' e potesse ricomporli ad un comando divino come un clik del computer su una 'icona' fa apparire quasi magicamente sullo schermo del video il testo di un documento elettronico che era prima invisibile e nascosto?
E il Gesù risorto che appariva e scompariva, che si materializzava e si smaterializzava?
Narra Luca nel suo Vangelo1 che gli apostoli, nel Cenacolo, lo avevano scambiato per un fantasma.
Ma potrebbe mai un fantasma essere fatto di carne solida e ossa, come aveva fatto loro notare Gesù stesso per tranquillizzarli anche mangiando del pesce arrostito, segno che anche il suo stomaco 'funzionava' normalmente?
Eppure - se vogliamo dare credito al Vangelo - Gesù appariva dal nulla, come se anche Lui fosse stato un Adamo creato dal nulla in quel preciso momento, e poi tornava a scomparire nel nulla.
Cosa sono gli atomi dai quali é costituito il nostro corpo materiale se non protoni, neutroni ed elettroni?
Si tratta di particelle di natura tutt'altro che chiara, con carica elettrica positiva, neutra e negativa, fatte praticamente di 'elettricità', immateriale!
Lo sapete però che le applicazioni pratiche dell'elettricità le utilizziamo da due secoli ma in pieno ventunesimo secolo non siamo ancora riusciti a capire che cosa essa realmente sia?
Sempre che si creda alle Sacre Scritture il Gesù risorto è il Primogenito dei Risorti, e - in Cielo - ci ha già preceduto con il suo corpo.
Sarà stato anche un corpo 'glorificato', cioé 'glorioso' come lo saranno un giorno anche i nostri corpi risorti, ma in occasione dell'Ascensione - pur sollevandosi vincendo le leggi di gravità della fisica terrestre - ci è andato pur sempre con il suo corpo 'solido', in carne ed ossa.
Quale sarà mai la realtà di quello che noi chiamiamo 'Aldilà'?
Crombette ha affermato che quando l'anima si separa dal corpo quest'ultimo muore, ma la sua é pur sempre una affermazione di fede.
La Fede da parte sua insegna anche che, se pur il corpo muore, l'anima invece sopravvive.
Ora, cosa è mai - in realtà - questa anima che sopravvive?
Così come fino ad ora abbiamo cercato di spiegarci l'anima - e cioé come 'forma' del corpo, 'principio vitale', 'complesso psichico', 'spirito dell'anima' - essa ci sembra tutto sommato una cosa astratta.
La risposta alla domanda su 'cosa è mai l'anima' è tuttavia tanto semplice da sembrare banale: non dobbiamo cercare di capire e scoprire l'anima cercandola in posti strani.
L'anima, infatti, siamo 'noi'! Noi!
Noi che ci parliamo, che dialoghiamo, che leggiamo, che ci arrabbiamo, che gioiamo, noi che facciamo il bene o il male.
Noi con il nostro pensiero, le nostre pulsioni, speranze e desideri, dolori e frustrazioni.
Noi con il nostro io-conscio corredato del suo Subconscio.
Noi con le nostre esperienze di vita, noi che osserviamo e ci relazioniamo con il mondo esterno.
Quella che sopravvive da qualche parte nel cosiddetto Aldilà è pertanto la realtà del nostro 'io' nel senso più completo: un 'io' che - in quanto tale - potremmo immaginarci come una scintilla di corrente elettrica, o piuttosto una scintilla di spiritualità, non percepibile dai nostri cinque sensi così come questi non percepiscono quella che chiamiamo 'elettricità'.
Il nostro 'io' è quello che in questo istante legge, ascolta, pensa e che continuerebbe a pensare ed esistere come una 'scintilla di pensiero' anche se - per qualche accidente neurologico - noi, pur vivi, rimanessimo privati all'improvviso dei nostri cinque sensi.
Conoscete per caso il 'training autogeno'? E' una tecnica di rilassamento che serve anche per la meditazione. Non di rado la utilizzo. Fatevela insegnare da un medico che ne sia specialista, provate a stendervi comodi su un lettino, fate qualche respiro profondo e provate a chiudere gli occhi rilassando la muscolatura. Poco alla volta perderete il 'contatto' con il vostro corpo e con il mondo esterno. Scoprirete ad un certo punto di essere divenuti solo un 'soggetto pensante', percependovi come una 'unità psichica' aleggiante 'in sospensione' ma capace di ragionare e riflettere con lucididità senza condizionamenti da parte della sfera emotiva.
Ecco, analogamente, il nostro 'Psichismo' - dopo la morte del corpo - aleggerà forse da qualche parte in attesa di rivestirsi nuovamente del proprio corpo al momento del Giudizio universale.
Possibile che una entità spirituale come l'anima, praticamente una forma incorporea ed immateriale, possa un giorno aggregare a sé dal nulla quel corpo umano risorto che essa possedeva in vita?
Non fu però forse San Paolo a dire in una sua lettera che se Gesù non fosse risorto, dimostrando così la possibilità della resurrezione finale dei corpi, la nostra Fede sarebbe stata vana perché priva delle sue fondamenta?
E, miracolo per miracolo, il cadavere di Gesù che risuscita - e per giunta con un corpo 'glorioso' - non é un miracolo per certi versi comparabile con quello della resurrezione finale del nostro corpo 'glorificato', ad immagine e somiglianza di quello di Gesù risorto?  
Non diceva forse Dio - nell'Antico Testamento e parlando agli uomini attraverso i suoi profeti  - qualcosa come un 'Sarete simili a dèi'?
La sorte della nostra anima dopo la morte e la successiva resurrezione dei corpi nel giorno del Giudizio universale   rappresenta certamente un mistero, ma questa incapacità di risolverlo non ci deve spingere all'incredulità, così come non ci mostriamo increduli di fronte ai fatti oggettivi della Creazione che la Scienza dichiara essere inspiegabili...

Voce:2
Dio, volendosi creare un popolo di figli per espandere l'amore di cui sovrabbonda e ricevere l'amore di cui é sitibondo, ha creato l'uomo direttamente, con un suo volere perfetto, in un'unica operazione avvenuta nel sesto giorno creativo, nella quale fece della polvere una carne viva e perfetta, che poi ha animata, per la sua speciale condizione di uomo, figlio adottivo di Dio ed erede del Cielo, non già solo dell'anima che anche gli animali hanno nelle nari e che cessa con la morte dell'animale, ma dell'anima spirituale che é immortale, che sopravvive oltre la morte del corpo e che rianimerà il corpo, oltre la morte, al suono delle trombe del Giudizio finale e del Trionfo del Verbo Incarnato, Gesù Cristo, perché le due nature, che insieme vissero sulla Terra, vivano insieme gioendo o soffrendo, a seconda di come insieme meritarono per l'eternità.
Questa é la verità. Sia che l'accogliate o che la respingiate.
Ma nonostante che in molti vogliate respingerla ostinatamente, un attimo verrà che la conoscerete perfettamente, e vi si scolpirà nello spirito, facendovi convinti di aver perso il Bene in eterno per voler seguire superbia e menzogna.

 

 19.2 'Io morii ? Si e no'...

Bastian Contrario: A proposito della sorte dell'anima e  del corpo nell'Aldilà, per me - ad esempio - è sempre stata un mistero la sorte di Maria, la Madre di Gesù, colei che la Dottrina cristiana venera come la 'Regina degli Angeli e dei Santi'.
La Chiesa ci spiega che Ella é stata 'assunta' in Cielo, in anima e corpo. D'accordo, ma viva o morta?

Voce: 3
Io morii?
, se si vuol chiamare morte la separazione della parte eletta dello spirito dal corpo.
No, se per morte si intende la separazione dell'anima vivificante dal corpo, la corruzione della materia non più vivificata dall'anima e, prima, la lugubrità del sepolcro e, per prima tra tutte queste cose, lo spasimo della morte.
Come morii, o meglio, come trapassai dalla Terra al Cielo, prima con la parte immortale, poscia con quella peribile?
Come era giusto per Colei che non conobbe macchia di colpa.
Quella sera, già s'era iniziato il riposo sabatico, parlavo con Giovanni. Di Gesù. Delle cose sue.
L'ora vespertina era piena di pace. Il sabato aveva spento ogni rumore di opere umane. E l'ora spegneva ogni voce d'uomo o di uccello.
Soltanto gli ulivi intorno alla casa frusciavano al vento della sera, e sembrava che un volo d'angeli sfiorasse le mura della casetta solitaria.
Parlavamo di Gesù, del Padre, del Regno dei Cieli. Parlare della Carità e del Regno della Carità è accendersi del fuoco vivo, consumare i serrami della materia per liberare lo spirito ai suoi voli mistici. E se il fuoco è contenuto nei limiti che Dio mette per conservare le creature sulla Terra, al suo servizio, vivere ed ardere si può, trovando nell'ardore non consumazione ma completamento di vita.
Ma quando Dio toglie i limiti e lascia libertà al Fuoco divino di investire e attirare a Sé lo spirito senza più misura, allora lo spirito, a sua volta rispondendo senza misura all'Amore, si stacca dalla materia e vola là dove l'Amore lo sprona ed invita. Ed è la fine dell'esilio e il ritorno alla Patria.
Quella sera, all'ardore incontenibile, alla vitalità senza misura del mio spirito, si unì un dolce languore, un misterioso senso di allontanamento della materia da quanto la circondava, come se il corpo si addormentasse, stanco, mentre l'intelletto, ancor più vivo nel suo ragionare, si inabissava nei divini splendori.
Giovanni, amoroso e prudente testimone di ogni mio atto da quando mi era divenuto figlio d'adozione, secondo il volere del mio Unigenito, dolcemente mi persuase a trovare riposo sul lettuccio e mi vegliò pregando.
L'ultimo suono che sentii sulla Terra fu il mormorio delle parole del vergine Giovanni.
Mi furono come la ninna-nanna di una madre presso la cuna. E accompagnarono il mio spirito nell'ultima estasi, troppo sublime per esser detta. Me lo accompagnarono sino al Cielo.
Giovanni, unico testimone di questo mistero soave, da solo mi compose, avvolgendomi nel manto bianco, senza mutarmi veste e velo, senza lavacri e imbalsamazioni.
Lo spirito di Giovanni.. già sapeva che non mi sarei corrotta, ed istruì l'apostolo sul da farsi.
Ed egli, casto, amoroso, prudente verso i misteri di Dio e i compagni lontani, pensò di custodire il segreto e di attendere gli altri servi di Dio, perché mi vedessero ancora e, da quella vista, trarre conforto e aiuto per le pene e le fatiche della loro missione. Attese, come fosse sicuro della loro venuta.
Ma diverso era il decreto di Dio.
Buono come sempre per il Prediletto. Giusto come sempre per tutti i credenti.
Appesantì al primo le palpebre, perché il sonno gli risparmiasse lo strazio di vedersi rapire anche il mio corpo.
Donò ai credenti una verità di più che li confortasse a credere nella risurrezione della carne, nel premio di una vita eterna e beata concessa ai giusti, nelle verità più potenti e dolci del Nuovo Testamento: la mia immacolata Concezione, la mia divina Maternità verginale, nella Natura divina e umana del Figlio mio, vero Dio e vero Uomo, nato non per voler carnale ma per sponsale divino e per divino seme deposto nel mio seno; e infine perché credessero che nel Cielo è il mio Cuore di Madre degli uomini, palpitante di trepido amore per tutti, giusti e peccatori, desideroso di avervi tutti seco nella Patria beata, per l'eternità.
Quando dagli angeli fui tratta dalla casetta, già il mio spirito era tornato in me?
No. Lo spirito non doveva più ridiscendere sulla Terra.
Era, adorante, davanti al trono di Dio.
Ma quando la Terra, l'esilio, il tempo e il luogo della separazione dal mio Uno e Trino Signore furono per sempre lasciati, lo spirito mi tornò a splendere al centro dell'anima, traendo la carne dalla sua dormizione, onde è giusto dire che fui assunta in Cielo in anima e corpo, non per capacità mia propria, come avvenne per Gesù, ma per aiuto angelico.
Mi destai da quella misteriosa e mistica dormizione, sorsi, volai infine, perché ormai la mia carne aveva conseguito la perfezione dei corpi glorificati. E amai.
Amai il mio ritrovato Figlio e mio Signore, Uno e Trino, lo amai come è destino di tutti gli eterni viventi.

 

19.3 Tutto é possibile a Dio!

Segretario: Avete compreso l'essenza di quanto ci é stato or ora spiegato? Vogliamo confrontare insieme se l'abbiamo capita tutti nella stessa maniera?
Facciamo allora un piccolo esercizio di sintesi e riflessione, perché qui entriamo anche nel profondo del mistero dell'anima e soprattutto del suo destino finale insieme al corpo, mistero che ormai, con tutti gli insegnamenti che abbiamo ricevuto, non è quasi più tale.
Maria SS. - si era domandato Bastian Contrario - fu assunta in Cielo viva o morta, o meglio con il corpo vivo o morto?
La risposta é: 'morta', se per anima si intende non l'anima-animale ma l'anima-spirituale, la parte più eletta della sua anima, che aveva già lasciato il suo corpo.
La risposta sarebbe viva, se per anima si intende l'anima-animale, cioé l'anima-vitale che mantiene il corpo in vita preservandolo dalla corruzione della materia come avverrebbe per un normale defunto in un sepolcro.
Maria SS. quindi non morì fisicamente nel senso che noi diamo comunemente a questo termine ma 'trapassò' dalla Terra al Cielo, prima con la sua anima-spirituale e poi anche con quella che abbiamo chiamato 'anima-animale', forma e principio vitale del corpo umano.
Quello che in prima istanza lasciò il corpo di Maria rimasto vivo non fu l'anima-animale che infatti rimase a vivificare il corpo ma fu lo spirito propriamente detto, lo spirito di cui parla anche San Paolo nelle sue epistole, distinguendolo dall'anima comunemente intesa.
Lo spirito lasciò temporaneamente il suo corpo nel corso di un'estasi.
L'apostolo Giovanni - al quale Gesù dalla Croce aveva affidato sua Madre - viveva con Lei. La vide 'addormentarsi' e credette che Ella si fosse serenamente spenta.
Il suo spirito tuttavia - quello spirito che é nel nostro  profondo subconscio e che capisce anche le cose che il nostro 'io -intelletto' non comprende, come ha già spiegato prima il Presidente Azaria - 'parlò' dal profondo a Giovanni facendogli 'intuire' che quel corpo di Madre di Dio, esente da Peccato d'origine, non si sarebbe corrotto.
Egli, credendola dunque morta e straziato dal dolore del distacco, la ricompose e attese vegliandola contando di poterla mostrare incorrotta agli altri apostoli che erano assenti o lontani.
Dio - sempre dolce e Misericordioso - volle allora evitare all'Apostolo prediletto di Gesù l'ulteriore dolore di vedersi privato persino del suo corpo e - prima di farla rapire fisicamente al Cielo dai suoi Angeli - lo indusse al sonno.
Quale fu - fra le altre prima citate - una motivazione importante della 'Assunzione' di Maria SS.?
Fu la preoccupazione di Dio per i suoi 'figli'!
Se infatti un dubbio sulla effettiva resurrezione finale dei nostri corpi in Cielo avrebbe potuto rimanere negli apostoli e nei successivi fedeli, posto che Gesù era asceso col proprio corpo al Cielo ma era pur sempre Dio, il dubbio sulla possibilità della resurrezione della carne che avrebbe potuto continuare una nuova vita in Cielo sarebbe stato fugato se ai discepoli fosse stato mostrato che tale possibilità si era già realizzata in Maria, essere umano come tutti noi.
Gli angeli, puri spiriti, 'sollevarono' dunque soprannaturalmente dal lettuccio il corpo esanime ma vivo di Maria - vivo perché ancor munito della sua anima-vitale - senza che il suo spirito rapito al Cielo rientrasse ancora nel suo corpo.
Il suo spirito, parte eletta dell'anima, era infatti prostrato adorante davanti al Trono di Dio.
Quando però anche il suo corpo ebbe lasciato la Terra fra le 'braccia' degli Angeli per salire anch'esso verso il Cielo, ecco che il suo spirito (e cioé l'anima-spirituale) torna a splendere al centro dell'anima (anima-animale) risvegliando quel corpo dal suo sonno.
E' quindi giusto dire che la Madonna fu assunta in anima e corpo, oltre che con lo spirito, ma ciò non per capacità proprio - come era invece avvenuto nell'Ascensione di Gesù risorto - ma per aiuto degli Angeli.
E quando l'io di Maria rinvenne da quella misteriosa e mistica dormizione, Ella stessa volò autonomamente in Cielo con il suo corpo perché questo aveva ormai acquisito la perfezione e le proprietà dei corpi 'glorificati', non più sottoposti alle leggi della fisica da noi conosciuta.

Voce:4
Venuta la sua ultima ora, come un giglio stanco che, dopo aver esalato tutti i suoi profumi, si curva sotto le stelle e chiude il suo calice di candore, Maria, mia Madre, si raccolse sul suo giaciglio e chiuse gli occhi a tutto quanto la circondava per raccogliersi in un'ultima serena contemplazione di Dio.
Curvo sul suo riposo, l'angelo di Maria attendeva trepido che l'urgere dell'estasi separasse quello spirito dalla carne, per il tempo segnato dal decreto di Dio, e lo separasse per sempre dalla Terra, mentre già dai Cieli scendeva il dolce e invitante comando di Dio.
Curvo, a sua volta, su quel misterioso riposo, Giovanni, angelo terreno, vegliava a sua volta la Madre che stava per lasciarlo. E quando la vide spenta vegliò ancora, perché inviolata da sguardi profani e curiosi rimanesse, anche oltre la morte, l'immacolata Sposa e Madre di Dio, che dormiva così placida e bella.
Una tradizione dice che nell'urna di Maria, riaperta da Tommaso, vi furono trovati solo dei fiori.
Pura leggenda. Nessun sepolcro inghiottì la salma di Maria, perché non vi fu mai una salma di Maria, secondo il senso umano, dato che Maria non morì come muore chiunque ebbe vita.
Ella si era soltanto, per decreto divino, separata dallo spirito, e con lo stesso, che l'aveva preceduta, si ricongiunse la sua carne santissima.
Invertendo le leggi abituali, per le quali l'estasi finisce quando cessa il rapimento, ossia quando lo spirito torna allo stato normale, fu il corpo di Maria che tornò a riunirsi allo spirito, dopo la lunga sosta sul letto funebre.
Tutto è possibile a Dio.
Io sono uscito dal Sepolcro senz'altro aiuto che il mio potere.
Maria venne a Me, a Dio, al Cielo, senza conoscere il sepolcro col suo orrore di putredine e di lugubrità.
E’ uno dei più fulgidi miracoli di Dio.
Non unico, in verità, se si ricordano Enoc ed Elia, che, perché cari al Signore, furono rapiti alla Terra senza conoscere la morte e trasportati altrove, in un luogo noto a Dio solo e ai celesti abitanti dei Cieli.
Giusti erano, ma sempre un nulla rispetto a mia Madre, inferiore, in santità, solo a Dio.
Per questo non ci sono reliquie del corpo e del sepolcro di Maria.
Perché Maria non ebbe sepolcro, e il suo corpo fu assunto in Cielo.


1 Lc 24, 36-43

2 Maria Valtorta: 'Lezioni sull'Epistola di Paolo ai Romani'  - 'Dettato' 21/28-5-48, pag. 132/133 - Centro Edit. Valtortiano - Isola del Lire (FR)

3 Maria Valtorta: ‘L’Evangelo come mi è stato rivelato’ – Vol. X, Cap. 651 – Centro Edit. Valtortiano - 'Dettato' 18.4.1948 su 'Il transito, l'assunzione e la regalità di Maria Ss.'
- G.L.: 'La Donna più bella del mondo' - Cap. 10 - Ed. Segno, 2002 - vedi anche sito www.ilcatecumeno.net

4 Maria Valtorta: ‘L’Evangelo come mi è stato rivelato’ – Vol. X, Cap. 651 – Centro Edit. Valtortiano - Dettato 5 gennaio 1944 su 'Il transito, l'assunzione e la regalità di Maria Ss.'  -  vedi anche di G.Landolina: 'La Donna più bella del mondo' - Cap. 10 - Ed. Segno, 2002 - www.ilcatecumeno.net