(Teofilo il Siculo: ‘Il Tempo dell’ Anticristo e la Parusìa intermedia’ – Ed. Segno)
16. Il ‘mio’ Epilogo…
16.1 Per fare apostolato bisogna innamorarsi di una bella ragazza…giapponese!
Nel giorni scorsi, con una deviazione via Milano e una puntata a Parigi alla quale non è del tutto estranea una vacanza di mio figlio, era arrivata in casa nostra la bella giapponesina delle bollette telefoniche: almeno in quei giorni non avrei dovuto preoccuparmi del conto.
In compenso mio figlio mi aveva raccontato che lo spettacolo ‘turistico’ del ‘Crazy Horse’ - al quale aveva assistito con la sua bella, e con la bella mamma della bella che era a sua volta in giro per l’ Europa per lavoro – non era stato affatto ‘volgare’.
Ora ‘lui’ e ‘lei’ sono in fondo al salone, vicino alla stufa a legna che crea sapore di intimità e nell’ intimità (mi rendo conto di aver involontariamente aguzzato l’ udito perché qualche parola mi deve aver inconsciamente colpito mentre scrivo), nell’ intimità capisco che lui le sta spiegando che cosa è il cristianesimo, chi è Gesù, che Gesù è Amore, che si è sacrificato per noi su una Croce e che quella emozione strana – quasi un groppo alla gola - che lei gli aveva detto di aver sentito a Notre Dame nel vedere tutta quella gente che pregava un Dio sconosciuto – era una sensazione provocata dal Dio-Amore che le aveva fatto capire che ama anche lei che è giapponese…
Non afferro il resto ma ad un certo punto – loro si parlano in inglese – sento che lei esclama meravigliata e quasi intimorita: ‘Ah, ma allora se una fa peccato, crocifigge Gesù…’.
Rimango sorpreso anch’ io, perché lei – sarà la forza dell’ amore a farle capir le cose – ci è arrivata subito…mentre io ci ho impiegato cinquant’anni. Mi dico allora che per fare apostolato non è necessario scriver tanti libri, basta innamorarsi di una bella ragazza, giapponese.
Poi, per discrezione, mi reimmergo nella tastiera di questo computer.
Sto peggiorando, sciatica a parte, perché quando il 7 ottobre scorso avevo cominciato a scrivere lo facevo con tre dita per mano: totale sei dita, ora – dopo due mesi - lo faccio con due dita: totale due mani, insomma un dito per mano.
Sarà colpa dei rigori invernali che mi avranno ‘anchilosato’ le dita, o sarà forse la pigrizia delle altre dita, ma il fatto è che non ho più la ‘mano del pianista.’
Il mio libro ormai è finito.
Ieri sono arrivato al Giudizio universale, anzi all’Epilogo dell’Apocalisse.
Mi rendevo conto che non c’era più nient’ altro da dire, ma mi mancava la ‘chiusa’ e non sentivo neanche più la ‘vena’, come se lo sforzo intenso fatto in questi due mesi avesse esaurito le mie ‘risorse’.
E così mi sono dato a correggere la bozza, cioè ad impaginarlo graficamente in un modo un pochino migliore per facilitare il compito dell’Editore.
Mi dovrebbero pagare, perché glielo mando già stampato su un ‘dischetto’.
Non sapete cos’ è un ‘dischetto’? Ma dove vivete? Non sapete che oggi tutto si può mettere su ‘disco’?
Fate conto di aver scritto un libro col computer incidendolo su una ‘memoria interna’, come se fosse un ‘compact disk’ di musica.
Quando avete finito il vostro libro, come ho fatto io, voi infilate un ‘dischetto’ intonso in una fessura del computer, richiamate sullo schermo - con un paio di ‘clik’ – l’ elenco dei capitoli che avete scritto, ci fate sopra un altro paio di ‘clik’ e in pochi secondi il lavoro di due mesi ve lo ritrovate ricopiato sul dischetto: quello per l’ Editore.
Lui – quando lo riceve – fa il processo inverso: mette il dischetto in una fessura del suo computer, fa un paio di clik e si ritrova senza fatica il mio libro trasferito nel suo computer: ci da qualche piccola ritoccatina estetica e poi lo passa alla tipografia che lo stampa.
E poi dicono che non è vero che il computer porta disoccupazione!
A me – ora - non rimane che mandare per corriere il dischetto all’Editore: così gli faccio il regalo di Natale.
Ho intanto ridato un’ occhiata a quegli ultimi dettati della Valtorta dei capitoli precedenti riflettendo sul loro contenuto.
Nonostante sia arrivato alla fine di questo lavoro non sono molto soddisfatto, perché scopro che c’è tutta una serie di cose che non ho capito, e rimango nel dubbio, ed ora questi dubbi sono come tarli che lavorano e non mi danno pace.
Per esempio, l’ identità dell’ Anticristo.
Chi è, l’ Anticristo?
Teofilo il Siculo, che mi pare sia uno che se ne intenda, nel suo ‘Il Tempo dell’ Anticristo e la Parusia intermedia’ – Edizioni Segno - sviluppa (a pag. 136 e segg.) quella che per lui sembra molto di più che una semplice teoria.
Sulla base infatti di riscontri biblici, opportunamente interpretati anche alla luce di rivelazioni private fra le quali quella famosa di La Salette (1846), giunge a dire che l’ Anticristo sarà in qualche modo un discendente della famosa antica tribù ebraica di Dan, una tribù che nell’antichità – per i suoi pessimi trascorsi ‘religiosi’ – sarebbe stata maledetta da Dio.
Questo fatto – mi dico io – spiegherebbe in effetti come mai S. Giovanni non l’ abbia inclusa – in quel ‘primo intermezzo’ dei 144.000 segnati di dodici tribù, menzionate una per una, di cui abbiamo già parlato – fra le tribù che si sarebbero salvate
Nel Libro dei Numeri, infatti, vengono minuziosamente classificate non dodici ma tredici tribù di Israele, e non è immaginabile che un ebreo come S. Giovanni se ne sia dimenticata una.
Forse che Giovanni, anzi il suo Ispiratore – coerente in tutto con il linguaggio ‘misterioso’ dell’ Apocalisse e coi suoi ‘simboli’ - abbia voluto farci intuire nella solita maniera velata – chi ha orecchie per intendere intenda! – che di quella tribù era proprio meglio non parlarne?
Oppure che la tribù di Dan non sarebbe stata salvata quando fossero stati ‘maturi’ i tempi della segnatura degli eletti?
E che avrebbe fatto, di tanto male, da giustificare una condanna di tale gravità?
Essa avrebbe organizzato la cospirazione dell’Anticristo per distruggere la Chiesa cristiana: è quello che dice Teofilo il Siculo.
Egli prende le mosse da una profezia di Geremia che parlava di un pericolo mortale legato alla tribù di Dan, interpretandola appunto nel senso di una manifestazione dell’ Anticristo.
E, via via, Teofilo il Siculo svolge il suo asserto, spiegando che l’origine giudaica dell’ Anticristo è attestata anche da altri brani dell’ Antico Testamento ed è suffragata dall’ esegesi di insigni Padri della Chiesa (S. Ireneo, S. Ippolito) e ripresa poi da S. Tomaso e F. Suarez.
Secondo la spiegazione di Teofilo il Siculo, tale interpretazione dei primi Padri oggi verrebbe messa in sordina per ragioni di ‘opportunità politica’, o meglio per non disturbare l’attività ecumenica.
Ma i discendenti moderni oggi sparsi nel mondo della antica tribù di Dan (che tuttavia – nota bene ! - non vanno assolutamente confusi con la stragrande maggioranza del popolo ebraico che anzi ne verrebbe ‘colpito’, come e forse più di quello ‘cristiano’) starebbero ancor oggi congiurando – per vendetta, a causa della maledizione ricevuta a suo tempo – contro il Regno di Dio e in particolare contro le sue due concretizzazioni storiche dell’ ebraismo e del cristianesimo, ‘imponendo il nuovo culto idolatrico della statua animata, ossia ponendo l’ Anticristo nel seggio di Pietro, nella seconda Gerusalemme (Roma)’
E questo fine verrebbe perseguito lavorando di nascosto all’ombra della Massoneria e della Massoneria ecclesiastica, che avrebbero il compito di demolire rispettivamente dall’ esterno e dall’ interno la Chiesa cattolica, considerata l’autentica espressione del Cristianesimo e quindi assolutamente da distruggere.
La discendenza giudaica dell’ Anticristo – continua Teofilo il Siculo in quello che è un piccolo trattato specifico all’interno del trattato più ampio che è il suo libro – verrebbe infine confermata dalla famosa profezia di La Salette, riconosciuta anche dalla Chiesa, profezia della quale quelle di Lourdes e Fatima (e io aggiungo: Medjugorje) sarebbero una prosecuzione.
16.2 Ora risponderò ai tuoi dubbi finali e – come tu hai dato il tuo – Io ti darò il mio…Epilogo
Mi fermo qui perché il discorso diventerebbe molto lungo e vi sono persone ben altrimenti competenti che hanno scritto libri e libri su questo argomento.
Quanto poi al Gesù della Valtorta, ribadisco che quando ti sembra che tu l’abbia capito ti accorgi invece che non l’hai capito ancora bene, e hai sempre il dubbio di esserti sbagliato, e non capisci inoltre se l’Anticristo ce lo dobbiamo veramente aspettare adesso o alla fine del mondo, il che ci potrebbe anche star bene.
Ad esempio, negli ultimi dettati alla Valtorta dei capitoli precedenti - ed in particolare in quello di commento a quel brano del profeta Zaccaria - mi sembra si facesse un raffronto fra la Chiesa di quei tempi (cioè i tempi della seconda guerra mondiale: i tempi dei precursori dell’ Anticristo futuro) e quella dei nostri tempi (in teoria quelli dell’ Anticristo vero e proprio), e infine con la Chiesa degli ultimissimi tempi, quelli della fine del mondo.
E poi vi è ancora un raffronto fra la grande tribolazione dei nostri tempi prossimo-futuri (insomma quella che ha previsto anche Nostradamus) e la tribolazione ancor più grande degli ultimissimi tempi…
Ecco, devo dire che con tutte queste ‘tribolazioni’ e ‘anticristi’ – che si succedono uno dopo l’ altro, una più tribolazione dell’ altra, e uno sempre più ‘anticristo’ dell’ altro, fino alla Tribolazione e all’ Anticristo finale (che però non è finale della Fine del mondo ma finale di questi nostri ‘ultimi tempi’, perché alla fine del mondo sarà Satana a scendere direttamente in campo senza più anticristi intermediari) – ecco finisce che io non ci capisco di nuovo più niente.
E comunque – e questi sono dubbi finali - anche considerando ‘buono’ quello che ha detto Teofilo il Siculo e comparandolo con quanto detto dalla Valtorta sull’Anticristo, non riesco più a capire (e ora c’è in aggiunta la complicazione della profezia di La Salette che parla di suore e vescovi) se l’ Anticristo sia un personaggio politico e di governo, cioè un uomo che ad un certo punto sarà in condizione di orientare le sorti del mondo oppure - vero e proprio ‘Giuda’ nel collegio apostolico - una altissima espressione della gerarchia ecclesiastica cattolica.
E’ questa contraddizione, soprattutto, che mi lascia perplesso, come pure ancora – dulcis in fundo - il mio dubbio interiore se sia prudente, considerate le prossime persecuzioni anticristiane di cui parla anche Nostradamus, andar a scrivere di queste cose proprio ora, in un libro come questo…
Luce:
Gesù, in questi brani, parla in perfetto ‘stile profetico’ muovendosi fra passato, presente e futuro dove ogni epoca sembra che comprenda quelle future o passate, tanto che – come nei Vangeli – quasi non si capisce se si riferisca a questi tempi o agli ultimi tempi.
Ed allora, poiché sei confuso, ti guiderò Io tenendoti per mano.
Rileggi con calma e seguimi.
La Chiesa, come ‘Ente’, è opera perfetta perché perfetto è stato il suo Fondatore.
Ma la ‘chiesa degli uomini’ è fatta di uomini, e come tale sbaglia.
Quando le sue ‘gerarchie’ sono vissute nel rispetto della Legge e del Vangelo, la Chiesa conobbe momenti di splendore.
Quando invece essa si lasciò asservire ad interessi terreni, precipitò nel baratro.
E così questi errori, come nei secoli passati hanno dato vita alle controversie e agli scismi, così nei secoli futuri provocheranno l’Errore per eccellenza, il famoso ‘abominio della Casa di Dio’, figura finale di tanti abomini minori precedenti, che sarà il ‘segno precursore’ della fine del mondo, così come altri sono ora i segni precursori di ‘questi’ ultimi tempi.
Gesù, parlando nel 1943, spiegava che dopo quel periodo di travaglio doloroso, quello dei ‘precursori’ dell’Anticristo, la Chiesa, quella autentica, si sarebbe rifugiata nei suoi figli migliori che saranno pronti a guidarla quando i prossimi tempi saranno maturi per preparare i vari popoli alla Venuta intermedia di Gesù.
Allora Io verrò,e spanderò il mio Spirito su tutta l’Umanità redenta, e anche sugli Ebrei - il mio popolo, che non ha colpe ma meriti: quelli di espiare per le colpe dei padri – i quali finalmente mi riconosceranno come Messia invocando su loro stessi, ed essi stessi, quel Sangue che con altro spirito i padri invocarono su di loro.
E come il primo fu un sangue di maledizione invocata, il secondo sarà un sangue di liberazione voluta, perché sempre, sempre, il mio Sangue libera. Ricordati.
E allora, con il mio gregge ricomposto perché l’ultima pecora, la prima sperduta, sarà rientrata nell’Ovile, Io ritornerò per l’ultimo ammaestramento, quello che dovrà preparare l’Umanità del Millennio alla rassegna finale, quella che scaturirà dalla Battaglia di Gog e Magog per terminare nel Giudizio finale che aprirà le porte ai Nuovi Cieli e alla Nuova Terra: celeste!
Ed eccoci ora all’Epilogo.
Vedi quanta strada abbiamo percorso insieme in questi due volumi?
Ricordi quella canzone? Ricordi quelle parole del primo volume?
Ecco che siamo alla fine del mistico viaggio ma all’inizio di una Nuova Avventura.
Ora risponderò ai tuoi dubbi finali e – come tu hai dato il tuo – Io ti darò il mio…
EPILOGO
La mia Pace sia con te, il mio Spirito risvegli in te la Verità senza timore alcuno.
O temi l’uomo o temi Me, Giudice di Verità.
La mia Parola in questo libro è scritta nella Verità, in verità velata, perché non voglio tu conosca tutto alla perfezione.
Tante cose, scritte nei Tempi da diversi ‘interpretatori’ della mia Apocalisse, sono vere e sono concordi, altre cose non sono vere, non perché il Nemico abbia sviato i miei strumenti ma perché Io non voglio che tutto sia svelato.
L’uomo di cui tu parli – nella sfera religiosa – è l’ Antipapa o, come è stato detto, il ‘Papa nero’.
Nella sfera umana invece vi sarà l’Anticristo, e opererà grandi miracoli e prodigi, e si dichiarerà ‘il Cristo’ atteso da millenni.
L’attesa è nel mio popolo eletto a cui Io ho girato le spalle perché rinnegato, tradito, ucciso.
Ma tornerò a loro e mi manifesterò nei loro cuori, e farò in modo che i loro occhi si aprano e vedano che colui che siede non è il vero ‘Cristo’, e allora sarà destituito.
E lì ungerò i miei eletti che godranno della mia Gloria, non solo ‘finale’ ma anche ‘intermedia’.
Sì, figlio. I due iniqui sobilleranno la Fede e la Ragione, dando inizialmente oro che poi si cambierà in carbone acceso di sofferenza.
E solo allora si ritornerà alle catacombe per poter celebrare il mio mistero in unione ai neo-ristabiliti.
E quella è la vera ‘Unione’, non quella che voi uomini avete creato, creato soltanto per valorizzare una nazione di fronte all’altra, con a capo le due nazioni che – insieme ad una terza – ingaggeranno la terza guerra mondiale.
Giorni di terrore e di sangue attendono questa Umanità, giorni che stanno per abbattersi contro la mia Chiesa, che sarà preservata, e contro il mio popolo che invece soffrirà terribilmente e che in buona parte verrà sterminato.
Guai, guai, guai a quel soldato che verrà trovato impreparato alle verità che vi sto rivelando sul prossimo futuro.
Guai perché Io, il Giudice eterno, non avrò nessuna misericordia e compassione per coloro che diserteranno e per coloro che non ‘accetteranno’ dopo i grandi segni che avverranno.
O voi, o ultima Chiesa, radunatevi a battaglia! L’ora è giunta.
La mia Parusìa, come Spirito Santo trionfatore, sta per giungere.
I ‘tempi’ sono brevi e la Grande Tribolazione è alle porte: non i ‘segni’, ma la Grande Tribolazione.
Combattete, e vi salverete.
Se non combatterete verrete estromessi come ho estromesso tanti dalla mia Gloria e dal mio Progetto.
Ora è il tempo che diciate ‘Maranathà’, cioè : ‘Vieni, Signore Gesù’.
Attendo da voi tutti, soldati e figli della Luce, che acclamiate Me vostro Signore e Re, e – invocandomi – desideriate la mia Parusìa intermedia, dove vi prenderò con Me per il Tempo infinito.
Ora vado, ma tornerò ancora a parlarti di ciò che non sai e di ciò che sai a metà e di ciò che non devi sapere fino al giorno del suo compimento.
Shalom.
Pace a voi
Il Vincente sul cavallo bianco
Il Re dei re
Il Signore dei signori
Fine
(Scritto nel 2000, finito di stampare nel marzo 2001)